Albert Wesker è uno dei
personaggi (protagonisti inclusi) più apprezzati
dell'universo survival horror creato dall'ormai popolare
Mikami. Sarà per la sua impeccabile pettinatura, gli
immancabili occhiali da sole, la voce del suo doppiatore
americano... o più probabilmente perchè grazie a lui e al
suo misterioso piano di tradimento dell'Umbrella Inc. di cui
faceva parte si è innescata una serie di episodi epici,
carichi di orrore e pieni di misteri che hanno rapito
centinaia e centinaia di migliaia di fans in tutto il mondo.
Quale che sia il reale motivo del successo di un cattivo da
videogame del calibro di Albert Wesker, resta il fatto che
il modo in cui la Capcom ha trattato il personaggio nel
corso della serie lo ha innegabilmente trasformato nella
linea conduttrice tra la vecchia generazione e la nuova
generazione di Resident Evil.
In questa sezione dai
tratti palesemente ironici vogliamo semplicemente portare
alla luce tutti quei files che non sono stati portati alla
luce nel corso degli anni, files misteriosi scritti
direttamente da Wesker nei momenti di riposo tra una
macchinazione e l'altra, files oscuri che altro non
riflettono se non uno degli aspetti forse più inquietanti
del personaggio, un tratto distintivo conosciuto solo a
pochi: la sua passione per la cucina alternativa. Al riparo
da occhi indiscreti, nel corso degli anni Wesker ha
trascritto diligentemente su carta quello che si potrebbe
definire un ricettario dell'orrore, elencando come preparare
piatti di alta scuola culinaria ma dagli effetti collaterali
leggermente indigesti. Vediamo allora di addentrarci in
questo buio labirinto...
Per la sfoglia: 500 gr di farina speciale di
Raccoon City, 3 uova e una fialetta di T-Virus. Preparare la
farina sul tavolo di lavoro e rompervi sopra le 3 uova;
indossare la tuta protettiva anti-virale e aprire con
cautela la fialetta di T-Virus (non chiedete a Hunk di
procurarvene una, lui vi darebbe il G-Virus, che è
particolarmente indicato per le tagliatelle), versatene
qualche goccia all'interno dell'impasto appena amalgamato e
riponete la fialetta al sicuro. Senza togliere l'indumento
protettivo amalgamare i tutto. Una volta ottenuto un impasto
morbido, stendere la pasta con il matterello in modo tale da
formare una foglia sottile ma non troppo, tagliare in
quadrati per distribuirvi sopra il ripieno e chiudere il
tutto a forma di tortellino (se si riscontra qualche
difficoltà con quest'ultima operazione, chiedere a Michael
Warren che è particolarmente abile).
Per il ripieno: un fucile a pompa, 300 gr di
carne di Cerberus, 150 gr di petto di corvo, 100 gr di
prosciutto, 100 gr di mortadella, parmigiano grattugiato,
noce moscata, burro, sale e pepe (quanto basta). Prendere il
fucile a pompa, caricarlo a piacimento e fare una
passeggiata nella Raccoon Forest alla ricerca della carne
selvatica (si consiglia una particolare cura nella mira per
non andare a dilaniare le parti degli animali che servono
per preparare il ripieno). Catturata la selvaggina, pulirla
e tagliare la quantità necessaria per il ripieno, quindi
cuocerla, salarla e peparla a piacere. Una volta rosolata
passarla nel tritacarne assieme alla mortadella e al
prosciutto, unire con 30 gr di parmigiano e un pizzico di
noce moscata e procedere alla fabbricazione dei tortellini.
Mentre si procede alla cottura dei tortellini
in acqua salata, sminuzzare con un coltello affilato
(chiedere a Krauser) una coscia di Cerberus (200 gr circa),
rosolarla in padella con l'aggiunta di un composto di
cipolla, sedano e carota, amalgamare il tutto con un goccio
di vino bianco e 150 gr di passata di pomodoro.
Scolare i tortellini e unirli al ragù,
mescolare vigorosamente per unire il tutto e servire in
tavola con un'abbondante spolverata di parmigiano fresco.
Primo piatto tra i più saporiti, richiede un
rosso di buon corpo come il Colli di Parma o il Sangiovese
di Romagna Riserva. Si consiglia, durante la preparazione,
di non assaggiare, onde evitare spiacevoli imprevisti
che potrebbero portare alla trasformazione in zombi del
cuoco.
Shin Bilstein & Jill
Valentine
Torta
all'Ananas Valentine
Ingredienti :
6 uova intere, 300 g. di farina di Raccoon
City, 300 g. di zucchero, 250 g. di margarina, 1 bustina di
lievito Umbrella, 1 confezione di ananas, 4-5 cucchiai di
zucchero per il caramello.
Preparazione del fondo della teglia: togliere
l'ananas dal barattolo e mettere a sgocciolare le fette, non
buttando lo sciroppo dello stesso ananas (nel caso non si
disponesse di ananas confezionata, utilizzarne una fresca,
pulirla e ricavarne il succo tramite l'utilizzo dello
spremi-ananas atomico reperibile nel miglior negozio del
centro, situato vicino alla stazione di servizio della
Stagla); nella teglia (preferibilmente tonda) dove si
intende cuocere la torta mettere circa 4-5 cucchiai di
zucchero e metterla sul fuoco per far sciogliere lo
zucchero. Quando lo zucchero si è caramellato spargerlo per
l'intera teglia (anche i bordi) con un cucchiaio. Una volta
che il caramello si è raffreddato poggiarci le fette di
ananas come una margherita. una fetta al centro e altre
fette lateralmente.
Preparazione della torta: sbattere le uova intere con lo
zucchero, aggiungerci uno alla volta la farina, il lievito,
la margarina sciolta a bagno maria, circa mezzo bicchiere
dello sciroppo d'ananas e le restanti fette di ananas
tagliate sottilmente. Dopo aver preparato il composto
versarlo nella teglia. Si consiglia di far cuocere la torta
per circa una mezz'ora in forno a 140° - 150° g. A cottura
ultimata togliere la torta dalla teglia su un piatto
lasciandola girata, in questo modo la parte alta della torta
sarà quella con le fette di ananas intere ricoperte da uno
strato di caramello.
Nota finale di chef Albert (scritta a mano
probabilmente tempo dopo la stesura della ricetta): in un
dolce con questi ingredienti, le possibilità di abbinare un
vino sono poche. Di certo non potremo indirizzarci su vini
bianchi dolci come moscati o vendemmie tardive che siamo
soliti bere con il dessert ma dovremo spingerci verso vini
rossi dolci (Banyuls oppure Porto Vintage).
Orecchiette
alla Redfield
Ingredienti :
400 gr. di orecchiette fresche, 600 gr. di
erbe verdi della Raccoon Forest, 3 o 4 acciughe sotto sale,
4 cucchiai d'olio extravergine d'oliva, 2 spicchi d'aglio, 1
cima di erba rossa piccante, sale.
Mondate le erbe verdi e lavatele più volte in
acqua corrente per togliere eventuale terriccio e animaletti
viscidi che sono ghiotti di questa pianta.
Raschiate le acciughe, sciacquatele rapidamente quindi
asciugatele e dividetele a filetti con i coltelli dello chef
Tony, mira... bolanti.
Mettete sul fuoco una pentola con l'acqua e non appena
raggiunge l'ebollizione, salatela a vostro piacere e
buttatevi sotto il tram di Raccoon City... cioè, no,
buttatevi le erbe verdi tagliate a pezzetti.
Dopo cinque minuti, versate nella pentola anche le
orecchiette e terminate la cottura.
Intanto, scaldate un po' d'olio in una padella ampia e
fatevi rosolare lo spicchio d'aglio, tagliato a fettine, e
un pizzico di erba rossa piccante, non troppo, altrimenti
poi, se siete sposati, vostra moglie non potrà dormire... e
neppure i vicini.
Quando l'aglio e' imbiondito quasi come i
miei capelli sempre perfetti, ritirate la padella dal fuoco,
stando ben attenti a non farvela soffiare da Frank West, che
adora utilizzarle per abbrustolire le facce degli zombie del
Willamette Center, e aggiungete le acciughe al soffritto
schiacciandole con la forchetta... oppure con qualche colpo
di pugno ben assestato.
Quando la pasta e le verdure sono cotte ma ancora un po' al
dente, scolatele, versatele nella padella con il soffritto e
fatele saltare per qualche minuto nel condimento prima di
servirle ben calde.
Si consiglia di accompagnare questo primo
piatto aromatico con un vino rosato o rosso dal sapore
corposo, come un buon Rosato del Salento, un Rosato di
Castel del Monte o un Lamezia Rosso.
Tiramisu' alla
Wong
Ingredienti :
500 gr di mascarpone, 1 confezione di panna
da montare (250 gr circa), 4 uova freschissime, 50 gr di
cacao amaro, ma molto amaro, 100 gr di zucchero a velo, 6
tazzine di caffè ristretto, meglio se decaffeinato, così
possono gustare tutti il vostro dolce, un pacco di Pavesini
(Dario Rosso, che è di origine italiane, li vende, quindi
non ci sono scuse... ok?)
Prendete una terrina capiente, mettete il
mascarpone e amalgamatelo con i quattro tuorli delle uova
che avete precedentemente separato dagli albumi in un'altra
terrina (non buttate gli albumi). Montate a neve gli albumi,
preferibilmente non con una frusta a mano, sennò poi vi si
deve ricoverare, ma con un robot da cucina, poi uniteli al
composto ottenuto col mascarpone e le uova. Risciacquate il
contenitore del robot da cucina in cui avete montato gli
albumi (vi si deve sempre dire tutto, come a dei bambini,
eh?) e versate la panna da montare, unitevi lo zucchero a
velo (in mancanza potete usare anche lo zucchero normale, ma
ricordatevi di amalgamarlo bene alla panna) e montatela (non
pensate male, non ci sono doppi sensi). Ottenuta così questa
bomba calorica, unitela al mascarpone e amalgamate il tutto
perfettamente, per ottenere una bella crema densa.
Disponete un recipiente rettangolare sul
tavolo, aprite i Pavesini e inzuppateli brevemente nel
caffè, che nel frattempo spero sia ancora caldo, poi
disponeteli sulla terrina fino a formare uno strato bello
compatto. Fatto ciò, versate parte del mascarpone preparato
precedentemente fino a coprire i biscotti. Proseguite
l'operazione con i Pavesini e la copertura di mascarpone
fino a terminare la crema, che deve formare l'ultimo strato.
Adesso spolverate il tutto con del cacao in polvere, mettete
la terrina in frigorifero e lasciatela riposare per qualche
ora.