Uscito 2
anni dopo del primo capitolo, nel 2003, Devil May Cry 2, a
dispetto del numero nel titolo, è il quarto titolo della
saga seguendo l'ordine cronologico degli avvenimenti. E'
anche l'unico Devil May Cry a svilupparsi su due dischi con
due diversi protagonisti. A fianco di Dante, infatti,
troviamo la misteriosa Lucia, una ragazza dai capelli rossi
abile con le spade e il lancio dei coltelli. Abbandonate le
atmosfere gotiche del primo episodio, questo sequel si
svolge ai giorni nostri, tra il misterioso villaggio Vie de
Marlì e una non precisata città, saltando senza apparenti
congiunzione a piattaforme sull'oceano e luoghi demoniaci
infestati di strane creature. A differenza del primo
episodio, in questo Dante appare meno sbruffone, più serio,
quasi laconico, caratteristica che ha fatto storcere il naso
a molti (ma non al sottoscritto). Fosse stato solo questo il
difetto di DMC 2 sarebbe stato accettabile.
La
vicenda raccontata in Devil may Cry 2, come accennato, ha
luogo in diverse locazioni, la principale di queste un
villaggio, Vie de Marlì, indicato da Lucia come luogo in cui
incontrarsi con Dante. In questo villaggio Dante fa la
conoscenza di una vecchia, Matier, che si propone come
essere la madre di Lucia e chiede a Dante di sconfiggere un
certo Arius, un uomo molto potente che fa uso di poteri
demoniaci per conquistare il mondo (originale, eh?) La
vecchia aggiunge di aver combattuto al fianco di Sparda, il
padre di Dante, in difesa di quei territori, molto tempo
addietro, e che rivelerà a Dante particolari sulla vita di
suo padre in cambio dell'aiuto. Basandosi sulle indicazioni
di una moneta taroccata, Dante accetta di aiutare la vecchia
e di scendere nuovamente nel mondo degli Inferi, dal quale,
forse, non riuscirà più a tornare indietro.
La giocabilità di Devil May Cry 2 è
fluida, ma rispetto al predecessore c'è qualcosa che non va.
Tutto è troppo semplice, l'uso delle semplici pistole
permette di sbarazzarsi in pochi secondi di qualsiasi
creatura senza neppure vederla nello schermo, le spade, tre
ma tutto sommato una perchè senza specifiche abilità
particolari che determino la scelta di una al posto di
un'altra, possono essere lasciate nel fodero, i boss non
richiedono la strategia che richiedevano i boss del primo
capitolo, Lucia è addirittura più forte di Dante stesso, con
i suoi pugnali infiniti e le sue devastanti combo con le
spade ricurve, la mutazione di Dante in demone è sì molto
bella da vedere, ma lo trasforma in una specie di
mitragliatore volante in grado di spazzare via qualsiasi
cosa in pochi istanti, senza poi calcolare una delle cose
peggiori (a mio parere) di tutta la saga, ossia il livello
ambientato in città contro carri armati ed elicotteri da
guerra posseduti, una vera e propria schifezza (e un
peccato, perchè lo scenario della città devastata modello
Raccoon City è davvero ben realizzata).
Per la prima volta è possibile passare da
un'arma all'altra con la semplice pressione di un tasto del
joypad senza dover entrare nel menu di gioco. Altra
caratteristica particolare è la presenza di un amuleto
suddiviso in tre elementi, intercambiando i quali si
aumentano certe caratteristiche di combattimento in modalità
Devil Trigger, si danno poteri elementali alle armi che si
utilizzano ed è possibile eseguire particolari abilità. Fa
finalmente la sua comparsa anche Trish, per la prima volta
personaggio utilizzabile che, armata addirittura di Sparda,
risulta essere il personaggio più forte dell'intero gioco e
il migliore per collezionare Red Orb nella prima e noiosa
incarnazione del Palazzo di Sangue, Bloody Palace, che quì
conta addirittura 2000 livelli, anche se è possibile
visitare certi livelli semplicemente selezionandoli.
L'utilità di questa modalità è principalmente quella di
raccogliere Red Orbs con i quali eseguire potenziamenti
nelle armi da utilizzare nel gioco principale.
Tra i vari bonus sbloccabili tra cui
immagini e le classiche modalità di gioco sempre più
difficili) troviamo anche la conseguenza della
collaborazione pubblicitaria di Capcom con l'azienda di
abbigliamento Diesel, ossia costumi griffati e alla moda per
entrambi i protagonisti principali, pronti per essere
imbrattati di sangue e interiora demoniache durante i
combattimenti.
Una particolarità curiosa riguarda il
boss finale, Argosax, e la sua successiva incarnazione nel
The Despair Embodied. Nella prima parte del combattimento
Argosax appare come una specie di creatura deforme
costituita dalle parti di vari boss sia del primo DMC (Phantom
e Griffon, ognuno con le proprie simpatiche abilità) che del
secondo (Orangguerra, Jokatgulm, Nefasturris e furiataurus),
già sintomo di mancanza di fantasia e, secondo la storia,
già combattuta dallo stesso Sparda; nella seconda
incarnazione troviamo invece una creatura androgina (più che
altro una sagoma di fuoco) in grado di cambiare sesso a
piacimento. Questa particolarità dell'androginia la
ritroviamo anche in Resident Evil Dead Aim nella figura del
Tyrant T-091 incarnato da Morpheus D. Duvall, che appare
fisicamente come essere femminile quando invece si tratta di
un uomo.
Da segnalare, infine, l'apparizione di
Dante in un gioco della Atlus completamente diverso, un GDR
(o RPG che dir si voglia): Shin Megami Tensei: Lucifer Calls.
Il ruolo di Dante in questo gioco è quello di sempre, l'ammazza-demoni.
Strano però che nel gioco in questione, che pur possiedo, lo
si ritrovi dapprima come avversario (come si vede in seguito
in Devil May Cry 4) e poi è possibile reclutarlo per dare
una mano. Anche con la grafica in Cell Shading Dante appare
senza dubbio in ottima forma.
Curiosità: in cambio
dell'apparizione di Dante nel gioco della Atlus, la Atlus ha
messo a disposizione il proprio disegnatore, Kazuma Kaneko,
per la creazione delle versioni demone di Dante e Vergil in
Devil May Cry 3.