Devil May Cry 3
 
   

Nel 2005 esce il terzo capitolo della saga Devil May cry e questa volta non si tratta di un sequel ma di un prequel (in realtà avrebbe dovuto essere chiamato Devil May Cry Zero, come appare nelle ultime schermate del trailer che parte automaticamente inserendo il DVD nella Playstation 2, che mostra uno zero che si trasforma in un 3). Dopo le critiche ricevute sul secondo episodio, questo Devil May Cry 3 torna ad affrontare atmosfere gotiche tipiche del primo episodio e cercando di mostrare qualcosa di molto interessante sulle origini dei poteri demoniaci di Dante e sul suo rapporto con una delle figure più affascinanti dell'intera saga, Vergil, il fratello di Dante, che nel primo episodio appare sotto forma di demone ai comandi di Mundus e qui ritroviamo ancora in forma umana ma sulla strada della perdizione. Il rapporto dei due fratelli è la base su cui si sviluppano le vicende di Devil May Cry 3.

 

Devil May Cry

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Dante, giovane scavezzacollo e spaccone fino all'inverosimile, ha intenzione di aprire una specie di agenzia anti-demoni. Tutto sembra essere pronto per iniziare l'attività che uno strano e inquietante individuo, Arkham, entra nel locale proponendo a Dante un invito da parte del fratello di raggiungerlo nella torre Temn-ni-gru. L'invito è accompagnato dall'arrivo di strane creature armate di falce che tentano di assassinare Dante. Durante la scalata alla torre misteriosa, Dante conosce Lady, una ragazza armata di un particolare lancia granate che si rivelerà essere in seguito la figlia di Arkham, alla ricerca del padre per vendicare la morte della madre. L'intento di Arkham è quello di risvegliare la Force Edge, la versione dormiente del potere di Sparda, impossessarsene e scatenare nel mondo la potenza degli Inferi.

   
     
 
Intro di Devil May Cry 3
 
 

 

 
     
 
Dante's Awakening
 
 

Il solido gameplay di Devil May Cry trova in questo terzo episodio le innovazioni più interessanti. L'azione è sempre frenetica e basata sullo stile di combattimento per ricevere valutazioni sempre più elevate, ma alla base di questo appaiono per la prima volta determinati stili di combattimento, ognuno dei quali con le proprie caratteristiche: Trickster (abilità evasive); Gunslinger (abilità con le armi da fuoco, possibilità di sparare contemporaneamente in due direzioni differenti, come in Devil May Cry 2); Swordmaster (abilità con le spade e altre armi simili); Royalguard (abilità difensive per parare i colpi dei nemici); Quicksilver (abilità di rallentare il tempo per infliggere danni ai nemici bloccati, particolarità che rivedremo in determinate situazioni anche in Devil May Cry 4) e Doppelgänger (abilità di creare un guerriero ombra che aiuta in battaglia, guerriero che può essere manovrato da un secondo giocatore aggiungendo un altro pad alla Playstation 2, così come è possibile utilizzare Vergil nel combattimento finale contro il blob Arkham). Le ultime due abilità vanno a sostituire la trasformazione in demone del Devil trigger e dunque consumano l'energia della barra demoniaca, svuotata la quale il tempo riprende a scorrere normalmente e la figura aggiuntiva svanisce. L'introduzione di queste tecniche non fa che aumentare la componente strategica dei combattimento, spingendo l'azione sempre più in alto e offrendo ai giocatori la possibilità di sperimentare quale tecnica è più efficace di altre nei confronti dei nemici.

 
 
 

A differenza del secondo Devil May Cry, che rappresentava una sfida limitata per la sua facilità, questo terzo episodio si attesta a valori di difficoltà molto elevata, tanto elevata che se c'è una vera critica che si può muovere a questo titolo riguarda proprio l'eccessiva difficoltà non tanto delle modalità classiche (la modalità Normale europea e americana è la modalità Hard giapponese) quanto delle modalità aggiuntive a partire dalla Must Die e finendo con la Heaven or Hell. A parte questo, Devil May Cry 3 è un gradito ritorno alle origini dopo il mezzo flop del secondo episodio, e la sola presenza di Vergil ha fatto gridare i fans di tutto il mondo circa l'impossibilità di poterlo utilizzare come personaggio bonus.

 
 
 

Ascoltando le richieste dei fan, nei primi mesi del 2006 esce la Special Edition che non solo permette di utilizzare Vergil ma presenta anche ulteriori bonus che si sbloccano automaticamente se si è in possesso di un salvataggio della versione normale di Devil May Cry 3. Ecco tra le altre cose tornare il Palazzo di Sangue visto in Devil May Cry 2 (stavolta con 9999 livelli), nuovi costumi, un nuovo boss da affrontare giocando con Vergil, che a sua volta ha i suoi bravi costumi da sbloccare, incluso quello più desiderato da tutti, Nelo Angelo, lo stesso visto nel primo Devil May Cry.

 
 

A differenza di Dante, Vergil ha solamente uno stile, Dark Slayer (il guerriero caduto in disgrazia, stile che ritroveremo in Devil May Cry 4, con Dante in possesso della Yamato) ed è in grado di evocare delle spade di energia con le quali difendersi e attaccare. Una curiosità riguardante entrambe le edizioni riguarda il finale interattivo, che se portato a termine come richiesto (uccidere 100 mostri entro il tempo limite) permette di vedere Vergil nel mondo demoniaco, ancora umano, confrontarsi con un apparizione nel cielo ben nota: tre luci disposte a triangolo, gli occhi rossi di Mundus.

 

 

 

Oltre a vari gadget come action figures e volumi di artbook, Devil May Cry 3 è diventato anche un manga, diviso in due volumi, rispettivamente uno per Dante e uno per Vergil.

 
 

 

 
     
 

Shin Bilstein

 

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