Come era
prevedibile aspettarsi, Resident Evil The Umbrella
Chronicles avrebbe avuto un seguito, dal momento che gli
scenari di gioco non prevedevano lo sviluppo delle vicende
viste in Resident Evil 2 e Code: Veronica. Immediatamente
acclamato dai fan, questo seguito lasciava comunque
perplessi per il secondo utilizzo di un sistema di gioco su
binari, pur con la premessa (grazie al blog del director
Yasuhiro Seto) che sarebbe stato implementato e ci sarebbe
stato il ritorno delle tematiche horror classiche dei primi
capitoli della serie principale. Subito apparso migliore del
predecessore fin dai primi trailer mostrati, il titolo ha
suscitato la curiosità anche nei giocatori più scettici, che
si sono armati di pazienza e buone speranze fino all'uscita
del gioco.
Valutazione:
legenda
Ai fini di una valutazione globale del
gioco nella maniera più obiettiva possibile, sono stati
presi in considerazione diversi parametri e sono stati messi
in relazione con gli altri titoli all'interno della saga e
con ciò che era disponibile nel mercato al momento della
pubblicazione del titolo. Le valutazioni vanno da uno a
cinque:
Appena sufficiente
Si poteva fare di più
Buono
Ottimo
Perfetto
Grafica
Il gioco
si presenta immediatamente ben curato fin dalle prime
immagini introduttive. Le ambientazioni di Resident Evil 2 e
Resident Evil Code: Veronica sono state riprodotte
fedelmente, con qualche interessante aggiunta (ad esempio il
Colosseo nel capitolo "Game of Oblivion") che va a colmare
quanto visto in passato nei giochi originali.
L'ambientazione Sud-americana è riprodotta in maniera più
che accettabile e si discosta dalle altre perchè soleggiata
e decisamente più colorata delle altre, ma dopotutto non si
poteva fare diversamente, vista la scelta del luogo. Le
animazioni dei personaggi e dei nemici sono ben fatte e le
scene in CG, oramai in disuso nella maggior parte dei giochi
odierni, sono particolareggiate e credibili e vanno a
riempire in maniera perfetta la narrazione degli eventi.
Cavia ha fatto un ottimo lavoro, superiore a quello visto in
Resident Evil The Umbrella Chronicles.
Longevità
L'azione di gioco è
scorrevole e questo, unito al fatto di dover potenziare al
massimo le armi e sbloccare ogni archivio e segreto del
gioco, invita il giocatore a migliorarsi e a rigiocare i
vari capitoli più volte. Anche il minigioco in cui si
affrontano i cloni di Tofu è decisamente un buon stimolo a
non togliere il disco dalla console, se confrontato con
l'assurdo minigioco sbloccabile in The Umbrella Chronicles
in cui si rimaneva sempre fermi nella stessa stanza a fare
il tiro a segno con improbabili e sempre più rapidi zombi.
Giocabilità
Trattandosi di uno
sparatutto su binari, la giocabilità di The Darkside
Chronicles è decisamente buona. La possibilità di
raccogliere e gestire oggetti curativi (particolare non
disponibile nel predecessore) e la possibilità di cambiare
nell'apposito menu l'equipaggiamento durante il gioco (altra
particolarità non disponibile in The Umbrella Chronicles)
aggiunge un pizzico di strategia in più nell'affrontare gli
abomini creati dall'Umbrella nei vari livelli. Nonostante la
telecamera appaia decisamente instabile (particolare che
aggiunge realismo all'azione di gioco, ponendo davanti agli
occhi del giocatore esattamente quello che vede il
personaggio impersonato) basteranno pochi minuti per
familiarizzarvi e riuscire a prendere la mira esattamente
dove si vuole. L'area in cui infliggere i colpi critici è
stata aumentata ed eseguire combo di colpi letali alla testa
non sarà così frustrante come in The Umbrella Chronicles,
agevolando i giocatori a raggiungere la massima valutazione
(la fantomatica S) nell'apposita voce dei risultati di fine
livello.
Story-line
La storia raccontata in
Resident Evil The Darkside Chronicles è per 2/3 cosa già
nota per gli appassionati della serie, che potranno gustarsi
appieno le nuove sfumature offerte dal gioco, seppur minime.
I nuovi giocatori faticheranno un po' nel comprendere
l'evolversi della trama, forse invogliandoli a scoprire le
controparti originali di Resident Evil 2 e Code: Veronica
per approfondire gli accenni offerti dal gioco. E' bene
comunque sottolineare quanto, anche in questo caso, sia
stato cambiato soprattutto nel livello di Code: Veronica,
dove i gemelli Ashford, pur conservando la loro base
caratteriale originale, sono stati mostrati in maniera
differente, soprattutto Alexia, che appare in tutto e per
tutto con la mentalità di una bimbetta capricciosa e
cattiva. La nuova trama ambientata nel Sud America non
aggiunge nulla di particolarmente eclatante a quanto già si
sapeva, ma offre comunque un ottimo approfondimento
sull'utilizzo del virus T-Veronica e mostra come Leon
Kennedy e Jack Krauser si sono conosciuti.
Caratterizzazione dei personaggi
I personaggi del gioco che già si conoscono traggono
vantaggio dalle loro precedenti apparizioni nella serie,
alle quali restano fedeli, con le debite eccezioni (come
accennato nella scheda Story-line) di alcuni di loro, che
oltre ad apparire differenti nell'aspetto mostrano un lato
diverso da quello originale. Per chi non conosce già questi
personaggi sarà difficile dare una valutazione positiva
della loro caratterizzazione, in quanto appare piuttosto
stereotipata. Anche i nuovi personaggi, Javier Hidalgo e
Manuela, non sono mostrati come le premesse pubblicate dal
director del gioco, Seto, preannunciavano. Forse leggermente
meglio Manuela, ma solo perchè maggiormente presente su
schermo e parte attiva dell'avventura.
Difficoltà
Grazie alla possibilità di conservare gli oggetti curativi e
di poter utilizzare tutte le armi sbloccate a piacimento
durante l'azione di gioco, The Darkside Chronicles non è un
gioco particolarmente impegnativo, sicuramente non quanto il
suo predecessore, che nonostante la telecamera più stabile,
rappresentava una sfida impegnativa sin dalle prime partite.
Anche raggiungere la valutazione migliore in ogni elemento
(tempo, punteggio, numero di mostri uccisi e colpi alla
testa) non è particolarmente ostico. Il divertimento è
dunque assicurato, senza particolari frustrazioni.
Sonoro
Le nuove musiche di
gioco sono ben fatte, ma quelle degli scenari di Raccoon
City e del Code: Veronica, opportunamente riarrangiate per
l'occasione, sono davvero spettacolari e lasciano il segno
nei giocatori che hanno vissuto in prima persona quelle
pietre miliari della serie che sono probabilmente i due
Resident Evil con la migliore colonna sonora di sempre
(escludendo sempre il primo Resident Evil del 1996). Nulla
da eccepire sugli effetti sonori, alcuni dei quali si
riproducono fedelmente anche sul Wiimote, dando quella
profondità ai suoni che immergono ulteriormente il giocatore
nell'ambiente di gioco.
Valutazione
Personale
Sin dai primi trailer mostrati, sono rimasto piacevolmente
sorpreso da questo Resident Evil The Darkside Chronicles, ma
non mi aspettavo che fosse così divertente e così fedele,
tutto sommato, ai giochi a cui si ispira. Non essendo un
particolare estimatore di Resident Evil 2 (seppur lo
consideri un buon Resident Evil) sono rimasto estasiato dal
lavoro dei programmatori del gioco, che sono riusciti,
seppur con le dovute differenze, a produrre un remake
pressochè perfetto, enfatizzando e sviluppando proprio quei
punti che, secondo me, rappresentavano il punto debole del
gioco originale (gli scontri con i boss). Dall'altro lato,
ho trovato il livello ispirato a Code: Veronica il punto
debole di The Darkside Chronicles: eccetto gli scontri con i
boss, i livelli presentano ambientazioni non incluse nel
gioco originale e di dubbio appeal (uno su tutti, il
percorso di guerra nella training facility di Alfred
Ashford). Tra i due livelli di cui sopra colloco "Operation
Javier" che, senza infamie e senza lodi, approfondisce
qualche interessante elemento già noto e offre alcune
notizie in più sul virus meno interessante della serie, il
T-Veronica.