Resident Evil The Umbrella Chronicles
 

 
Titolo

Resident Evil The Darkside Chronicles    バイオハザード / ダークサイド・クロニクルズ(Biohazard The Darkside Chronicles)

Anno

2009 - 2010

Piattaforma

Nintendo Wii

14 gennaio 2010

17 novembre 2009

27 novembre 2009

 

 

 

 

Official Website:

 http://www.residentevil.com/darkside

Japanese Website

http://www.capcom.co.jp/bio_dc

Official Blog:

http://www.capcom-fc.com/re_dc

   
 

Scheda del gioco

Personaggi

Mostri

Files

Video

Soluzione

Segreti

Miscellanea

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 
 
 

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Breve commento
 
 

Come era prevedibile aspettarsi, Resident Evil The Umbrella Chronicles avrebbe avuto un seguito, dal momento che gli scenari di gioco non prevedevano lo sviluppo delle vicende viste in Resident Evil 2 e Code: Veronica. Immediatamente acclamato dai fan, questo seguito lasciava comunque perplessi per il secondo utilizzo di un sistema di gioco su binari, pur con la premessa (grazie al blog del director Yasuhiro Seto) che sarebbe stato implementato e ci sarebbe stato il ritorno delle tematiche horror classiche dei primi capitoli della serie principale. Subito apparso migliore del predecessore fin dai primi trailer mostrati, il titolo ha suscitato la curiosità anche nei giocatori più scettici, che si sono armati di pazienza e buone speranze fino all'uscita del gioco.

 
     

 

     
 
Valutazione: legenda
 

 

Ai fini di una valutazione globale del gioco nella maniera più obiettiva possibile, sono stati presi in considerazione diversi parametri e sono stati messi in relazione con gli altri titoli all'interno della saga e con ciò che era disponibile nel mercato al momento della pubblicazione del titolo. Le valutazioni vanno da uno a cinque:

 

Appena sufficiente

Si poteva fare di più

Buono

Ottimo

Perfetto

 
 
 
     
 
Grafica
 
 

Il gioco si presenta immediatamente ben curato fin dalle prime immagini introduttive. Le ambientazioni di Resident Evil 2 e Resident Evil Code: Veronica sono state riprodotte fedelmente, con qualche interessante aggiunta (ad esempio il Colosseo nel capitolo "Game of Oblivion") che va a colmare quanto visto in passato nei giochi originali. L'ambientazione Sud-americana è riprodotta in maniera più che accettabile e si discosta dalle altre perchè soleggiata e decisamente più colorata delle altre, ma dopotutto non si poteva fare diversamente, vista la scelta del luogo. Le animazioni dei personaggi e dei nemici sono ben fatte e le scene in CG, oramai in disuso nella maggior parte dei giochi odierni, sono particolareggiate e credibili e vanno a riempire in maniera perfetta la narrazione degli eventi. Cavia ha fatto un ottimo lavoro, superiore a quello visto in Resident Evil The Umbrella Chronicles.

 

     
 
Longevità
 

 

L'azione di gioco è scorrevole e questo, unito al fatto di dover potenziare al massimo le armi e sbloccare ogni archivio e segreto del gioco, invita il giocatore a migliorarsi e a rigiocare i vari capitoli più volte. Anche il minigioco in cui si affrontano i cloni di Tofu è decisamente un buon stimolo a non togliere il disco dalla console, se confrontato con l'assurdo minigioco sbloccabile in The Umbrella Chronicles in cui si rimaneva sempre fermi nella stessa stanza a fare il tiro a segno con improbabili e sempre più rapidi zombi.

 
     
 
Giocabilità
 
 

Trattandosi di uno sparatutto su binari, la giocabilità di The Darkside Chronicles è decisamente buona. La possibilità di raccogliere e gestire oggetti curativi (particolare non disponibile nel predecessore) e la possibilità di cambiare nell'apposito menu l'equipaggiamento durante il gioco (altra particolarità non disponibile in The Umbrella Chronicles) aggiunge un pizzico di strategia in più nell'affrontare gli abomini creati dall'Umbrella nei vari livelli. Nonostante la telecamera appaia decisamente instabile (particolare che aggiunge realismo all'azione di gioco, ponendo davanti agli occhi del giocatore esattamente quello che vede il personaggio impersonato) basteranno pochi minuti per familiarizzarvi e riuscire a prendere la mira esattamente dove si vuole. L'area in cui infliggere i colpi critici è stata aumentata ed eseguire combo di colpi letali alla testa non sarà così frustrante come in The Umbrella Chronicles, agevolando i giocatori a raggiungere la massima valutazione (la fantomatica S) nell'apposita voce dei risultati di fine livello.

 

     
 
Story-line
 

 

La storia raccontata in Resident Evil The Darkside Chronicles è per 2/3 cosa già nota per gli appassionati della serie, che potranno gustarsi appieno le nuove sfumature offerte dal gioco, seppur minime. I nuovi giocatori faticheranno un po' nel comprendere l'evolversi della trama, forse invogliandoli a scoprire le controparti originali di Resident Evil 2 e Code: Veronica per approfondire gli accenni offerti dal gioco. E' bene comunque sottolineare quanto, anche in questo caso, sia stato cambiato soprattutto nel livello di Code: Veronica, dove i gemelli Ashford, pur conservando la loro base caratteriale originale, sono stati mostrati in maniera differente, soprattutto Alexia, che appare in tutto e per tutto con la mentalità di una bimbetta capricciosa e cattiva. La nuova trama ambientata nel Sud America non aggiunge nulla di particolarmente eclatante a quanto già si sapeva, ma offre comunque un ottimo approfondimento sull'utilizzo del virus T-Veronica e mostra come Leon Kennedy e Jack Krauser si sono conosciuti.

 
     
 
Caratterizzazione dei personaggi
 
 

I personaggi del gioco che già si conoscono traggono vantaggio dalle loro precedenti apparizioni nella serie, alle quali restano fedeli, con le debite eccezioni (come accennato nella scheda Story-line) di alcuni di loro, che oltre ad apparire differenti nell'aspetto mostrano un lato diverso da quello originale. Per chi non conosce già questi personaggi sarà difficile dare una valutazione positiva della loro caratterizzazione, in quanto appare piuttosto stereotipata. Anche i nuovi personaggi, Javier Hidalgo e Manuela, non sono mostrati come le premesse pubblicate dal director del gioco, Seto, preannunciavano. Forse leggermente meglio Manuela, ma solo perchè maggiormente presente su schermo e parte attiva dell'avventura.

 

     
 
Difficoltà
 

 

Grazie alla possibilità di conservare gli oggetti curativi e di poter utilizzare tutte le armi sbloccate a piacimento durante l'azione di gioco, The Darkside Chronicles non è un gioco particolarmente impegnativo, sicuramente non quanto il suo predecessore, che nonostante la telecamera più stabile, rappresentava una sfida impegnativa sin dalle prime partite. Anche raggiungere la valutazione migliore in ogni elemento (tempo, punteggio, numero di mostri uccisi e colpi alla testa) non è particolarmente ostico. Il divertimento è dunque assicurato, senza particolari frustrazioni.

 
     
 
Sonoro
 
 

Le nuove musiche di gioco sono ben fatte, ma quelle degli scenari di Raccoon City e del Code: Veronica, opportunamente riarrangiate per l'occasione, sono davvero spettacolari e lasciano il segno nei giocatori che hanno vissuto in prima persona quelle pietre miliari della serie che sono probabilmente i due Resident Evil con la migliore colonna sonora di sempre (escludendo sempre il primo Resident Evil del 1996). Nulla da eccepire sugli effetti sonori, alcuni dei quali si riproducono fedelmente anche sul Wiimote, dando quella profondità ai suoni che immergono ulteriormente il giocatore nell'ambiente di gioco.

 
     
 
Valutazione Personale
 
 

Sin dai primi trailer mostrati, sono rimasto piacevolmente sorpreso da questo Resident Evil The Darkside Chronicles, ma non mi aspettavo che fosse così divertente e così fedele, tutto sommato, ai giochi a cui si ispira. Non essendo un particolare estimatore di Resident Evil 2 (seppur lo consideri un buon Resident Evil) sono rimasto estasiato dal lavoro dei programmatori del gioco, che sono riusciti, seppur con le dovute differenze, a produrre un remake pressochè perfetto, enfatizzando e sviluppando proprio quei punti che, secondo me, rappresentavano il punto debole del gioco originale (gli scontri con i boss). Dall'altro lato, ho trovato il livello ispirato a Code: Veronica il punto debole di The Darkside Chronicles: eccetto gli scontri con i boss, i livelli presentano ambientazioni non incluse nel gioco originale e di dubbio appeal (uno su tutti, il percorso di guerra nella training facility di Alfred Ashford). Tra i due livelli di cui sopra colloco "Operation Javier" che, senza infamie e senza lodi, approfondisce qualche interessante elemento già noto e offre alcune notizie in più sul virus meno interessante della serie, il T-Veronica.

 
     
 

Shin Bilstein

 
     

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