Resident Evil 2
   
Titolo

Resident Evil 2 (Biohazard 2)

Anno

1998 - 1999 - 2000 - 2003

Piattaforma

Playstation, PC, Nintendo 64, Sega Dreamcast, Nintendo Gamecube

PS NTSC-J

29 gennaio 1998

PS NTSC

21 gennaio 1998

PS PAL

8 maggio 1998

PC

19 02 1999 (J) 28 02 1999 (NTSC) giugno 1999 (PAL)

Nintendo 64

29 01 2000 (J) 19 11 1999 (NTSC) febbraio 2000 (PAL)

Sega Dreamcast

22 12 1999 (J) 15 12 2000 (NTSC) 28 04 2000 (PAL)

N Gamecube

23 01 2003 (J) 14 01 2003 (NTSC) 30 05 2003 (PAL)

Preview:

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Official Website:

http://www.capcom-europe.com/residentevil/2

   
 
   

   
 
 

 

   
     
     
 
Breve commento
 
 

Dopo il discreto successo di Resident Evil, Capcom cominciò a pianificare il seguito della sua nuova saga survival horror. Le prime immagini del seguito furono presentate al Tokio Game Show del 1996 e presentavano qualcosa di diverso rispetto il primo episodio, un ambiente urbano, una centrale di polizia, e due nuovi personaggi, Leon S. Kennedy, neo poliziotto dell'R.P.D  e Elza Walker, una studentessa di college appassionata di motociclismo. Durante l'evoluzione dell'episodio però Shinji Mikami e il suo staff si ritrovarono a domandarsi se stessero operando nella direzione giusta per un sequel tanto atteso. Al 65% di completamento, lo staff decise di cancellare tutto e ripartire da zero, dando vita a un nuovo progetto e a quell'episodio fantasma che tutti i fan della serie vorrebbero vedere ancora oggi realizzato, vale a dire Resident Evil 1.5. Apportate modifiche grafiche e di story-line, uno dei due personaggi inizialmente creati venne cestinato per far posto alla sorella di Chris Redfield, Claire, che a tutt'oggi vanta ben due partecipazioni alla serie in episodi di spiccato rilievo ai fini della storia globale di Resident Evil. La propaganda commerciale che precedette l'imminente uscita del titolo fu colossale (Capcom infatti prevedeva di venderne nel solo Giappone almeno 2 milioni di copie in breve tempo): nel paese del Sol Levante, con un budget di circa 1,5 milioni di dollari, venne prodotto uno spot pubblicitario con i protagonisti principali del gioco interpretati da attori e diretti niente meno che dal papà di tutti gli zombie cinematografici: George A. Romero. Il successo del gioco fu immediato e ancora oggi è ritenuto da molti (non dal sottoscritto N.d.R) il capitolo più avvincente della saga. Resident Evil 2 si sviluppa in due dischi nella versione per Playstation, un disco con la missione di Leon e un disco per la missione di Claire. La particolarità del gioco sta proprio in questi due dischi: per ogni personaggio è infatti disponibile un gioco A (la prima parte dell'avventura) e un gioco B (la seconda parte dell'avventura, che conduce il giocatore verso il reale epilogo del gioco) e a seconda delle azioni compiute dal giocatore nella parte A si hanno dei riscontri differenti nella parte B. Resident Evil 2 è stato pubblicato a più riprese nel corso degli anni e presenta alcune differenze a seconda della versione: la versione giapponese è più semplice e meno splatter, la versione Dual Shock presenta una modalità Arrange (con il Rookie Mode, ancora più facile della modalità Easy e l'introduzione dell'Extreme Battle), la versione per PC contiene una galleria e una modalità Hard sbloccabile al completamento delle missioni A e B, la versione per N64 presenta controlli diversi per il personaggio, l'opzione per controllare la violenza del gioco e cambiare il colore del sangue, l'opzione per posizionare ogni volta random gli oggetti curativi e le posizioni, la presenza di EX Files, ossia documenti che nelle altre versioni non erano presenti e che contengono anche informazioni su protagonisti di altri episodi della serie non ancora pubblicati (come Billy Coen) e infine nuovi costumi da sbloccare per Leon e Claire; la versione Dreamcast, basata per lo più sulla versione PC, fu venduta assieme al demo giocabile di Resident Evil: Code Veronica (versione PAL esclusa, tanto per cambiare) ed è l'unica in cui si può tenere sotto controllo lo stato di salute del personaggio senza entrare nel menu, ma tramite il display della VMU; per concludere, l'ultima versione, quella per Nintendo Gamecube, racchiude un po' il meglio di tutte queste versioni, con la grafica migliorata rispetto all'originale per Playstation e il framerate dei filmati FMV a 60 FPS.

 
     
 

Shin Bilstein

 
 
Valutazione: legenda
 

 

Ai fini di una valutazione globale del gioco nella maniera più obiettiva possibile, sono stati presi in considerazione diversi parametri e sono stati messi in relazione con gli altri titoli all'interno della saga e con ciò che era disponibile nel mercato al momento della pubblicazione del titolo. Le valutazioni vanno da uno a cinque:

 

Appena sufficiente

Si poteva fare di più

Buono

Ottimo

Perfetto

 
 
     
 
Grafica
 
 

Questo gioco rispetto al capostipite del 1996 ha fatto enormi progressi sotto molti aspetti, ma non molti nel campo grafico, pur essendo più piacevole da guardare. I video non sono di alta qualità e non presentano attori in carne e ossa come nell'introduzione del precedente capitolo, tuttavia ciò ha permesso oltre a fare filmati più numerosi anche di mettere a frutto la tecnologia di allora con ottimi risultati. La grafica è più definita e i particolari curati meglio; esistono più tipi di zombie, di sesso e abbigliamento diverso anche se analoghi tra loro, oltre all’introduzione di nuovi mostri e nemici. Molti fan hanno cominciato da questo gioco, molto più semplice del suo predecessore e in alcuni tratti più piacevoli da giocare anche per gli ambienti più rassicuranti di una stazione di polizia, sebbene i particolari macabri non manchino. Inoltre anche i boss sono finalmente “riconoscibili” e gli sfondi molto più realistici. Un enorme passo in avanti per la Capcom, anche se oggi oramai obsoleto.

 

     
 
Longevità
 

 

Completare al 100% questo capitolo richiede tempo, calcolando che bisogna finirlo con un personaggio e poi fare il percorso dell’altro. Poche scelte influenzano le vicende dell’uno o dell’altro e non in modo significativo. Sebbene gli ambienti siano gli stessi, gli oggetti per gli enigmi sono in posizioni diverse e c’è anche la presenza di un nuovo avversario nel gioco B. Qualora in tutte le partite si consegui una valutazione massima massimo sarà possibile sbloccare altri due sottogiochi, senza calcolare una ormai classica Extreme Battle accessibile terminando semplicemente l'avventura principale, quest’ultima non inerente alla storia, al contrario del 4th Survivor, in cui il protagonista, Hunk, deve raggiungere il tetto della stazione per portare in salvo un campione di G-Virus. Tutte sfide tutt’altro che difficili, si sono viste davvero missioni più impegnative in Re del '96, sebbene molto affascinanti.

 
     
 
Giocabilità
 
 

Molti progressi e novità rispetto al predecessore: la prima riguarda la mira automatica, introdotta in questo capitolo, anche se anche con la mira manuale risulta molto difficile mancare il bersaglio. Gli zombi stavolta arretrano dopo un po’ di colpi o tentano di aggrapparsi alle gambe del giocatore, oltre ad afferrarvi un po’ più facilmente che nella precedente edizione, anche se evitabili non è arduo evitarli anche qui. Stavolta il personaggio si muove in modo diverso a seconda dello stato di salute: se in stato Attenzione corre in modo leggermente meno rapido, mentre in stato Pericolo si muove in modo molto lento, trascinandosi, stato in cui naturalmente evitare gli zombi diventa un impresa. Proprio per questo conviene sempre avere nel proprio inventario almeno un erba verde. Entrambi gli eroi dispongono di un armamentario di tutto rispetto, seppur differente.

 

     
 
Story-line
 

 

Anche qui si scoprono nuovi particolari che ampliano le vicende del primo episodio: viene rivelato come l’Umbrella conducesse esperimenti anche sotto Raccoon City e come i vertici della cittadinanza fossero corrotti per consentire la conduzione di questi esperimenti. Apprendiamo dell’esistenza dell’esercito privato dell’Umbrella, di come coprissero l’esistenza dei laboratori e come funzionassero le ricerche. A parte le vicende dei due protagonisti, la sfida incredibile per sfuggire al pericoloso Mr X e al dottor Birkin, alla ricerca della  figlia, rendono avvincente la trama e trascinante, oltre a ricavare dai file pezzi di storia del gioco che mostreranno la loro importanza in seguito. Anche qui, sebbene il giocatore esperto conosca le cause della presenza di tanti mostri, c’è una ascesa verso la verità, sicuramente più rapida, e i due scenari intercambiabili delucidano particolari dell’avventura dell’altro.

 
     
 
Caratterizzazione dei personaggi
 
 

Purtroppo qui non si sono fatti molti passi avanti: i due eroi, sebbene sconcertati da ciò che li circonda, affrontano i mostri con grande sprezzo del pericolo, restando lucidi, decisi senza mai perdere di vista il loro obiettivo. Tuttavia l’introduzione di una storia d’amore nel gioco ha sicuramente giovato, poiché vediamo anche i lati più vulnerabili e sensibili di un giovane poliziotto, che però, come spesso accade, non si lascia trasportare troppo dalle emozioni. Viene anche mostrato il lato “materno” di una protagonista stavolta, che con dolcezza si prende cura di una bambina spaventata, tentando di rassicurarla e facendo di tutto per salvarla.

 

     
 
Difficoltà
 

 

È praticamente impossibile definire difficile Resident Evil 2. Anche volendo far fuori tutti i mostri del gioco, avanzerebbero numerose pallottole persino al livello di difficoltà massimo. Troppe armi e troppe munizioni, a dare l’atmosfera survival è stato ben altro. Gli enigmi sono semplici, più che altro serve un pizzico di memoria e un'oncia di spirito di osservazione, tuttavia sono piacevoli da risolvere e molto ben congeniati. Purtroppo anche gli oggetti curativi sono numerosi e i mostri mai in veri e propri gruppi in grado di mettere in difficoltà salvo poche eccezioni, che naturalmente non diventano un problema con l’arsenale di cui si dispone.

 
     
 
Sonoro
 
 

A partire dallo scenario di una città piombata nel caos che ti getta fin dall’inizio in quello che è l’orrore che i personaggi stanno per vivere, si può dire in alcuni punti supera di gran lunga quella della magione del primo episodio, e anche le musiche di sottofondo sono azzeccate, piacevoli da ascoltare e in grado di far crescere l’ansia nei luoghi inesplorati. Effetti come mani che spuntano dalle barricate o lickers che sfondano vetri all’improvviso rendono questo gioco veramente terrificante; tuttavia a diminuire la tensione è l’abbondanza di munizioni, una delle pecche di questo gioco. Le musiche di sottofondo dei boss sono semplicemente spettacolari: poche sono state in grado di eguagliarle e gli scontri sono stati sicuramente resi più interessanti e belli proprio da questi elementi, sia per la bellezza dei boss che della musica che li accompagna. I versi dei mostri e il rumore provocato dal camminare sono abbastanza universale anche se fatto con attenzione per alcuni particolari, primo passo anche questo verso un suono più definito.

 
     
 
Valutazione Personale
 
 

È un gioco che sicuramente è rimasto vivido nella memoria di chi l’ha giocato seppur non essendo fan della saga, o che lo è diventato proprio con questo capitolo. Essendo anche piuttosto semplice ha potuto avvicinare chi si è fatto scoraggiare dal predecessore, e ha potuto così appassionarsi maggiormente oltre a comprendere lo spirito survival. Le vicende, i personaggi e i nemici sono tutti di rispetto e molto ben fatti, in una trama che ti trascina e ti colpisce per la sua originalità. Oltre ad essere tra i giochi horror di più successo all’epoca, è un classico che vale la pena di giocare anche ora per chi non l’ha conosciuto. Molto emozionante anche se con alcune pecche, il che fa pensare che un eventuale remake di questo capitolo avrebbe un successo paragonabile a quello del Rebirth se non di più.

 
     
 

Auron Wolfsong

 
     

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Resident Evil (Biohazard) copyright Capcom

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