Autunno 2004: sono trascorsi 6 anni
dall'incidente di Raccoon City e dalla distruzione della città. L'Umbrella Inc.
responsabile dell'incidente nel quale hanno perduto la vita
qualcosa come 100.000 persone è stata costretta a chiudere i
battenti sotto le pressioni dello stesso governo. Molte cose
sono cambiate in questi sei anni. Leon S. Kennedy, sopravvissuto
all'incubo di Raccoon City, lavora per
un'agenzia governativa sotto il diretto controllo del
Presidente. Sembra che la figlia del Presidente sia
caduta vittima di un gruppo di terroristi che l'hanno rapita
all'uscita del college e portata in uno sperduto villaggio della
Spagna. Primo incarico di Leon è recuperare
la ragazza e portarla a casa sana e salva. Sembrerebbe una
normale missione di salvataggio, ma fin dai primi minuti Leon si
accorge che c'è sotto qualcos'altro, anche se non può immaginare
che sta per sprofondare in un nuovo, terrificante incubo...
Annunciato inizialmente come l'episodio che
avrebbe visto il ritorno di Leon S. Kennedy nella sua lotta
contro un temibile virus sotto forma di nebbia tentacolare,
Resident Evil 4 ha subito nel corso del tempo diverse
incarnazioni prima di approdare nelle console di tutto il mondo
come lo conosciamo oggi. Accompagnato da una grafica a dir poco
strepitosa, secondo episodio della serie regolare completamente
in 3D, il gioco è stato al tempo stesso acclamato come
capolavoro e denigrato come un gioco dozzinale. Abbandonate le
inquadrature fisse su fondali pre-renderizzati a favore di
inquadrature che seguono il protagonista subito da dietro le
spalle, abbandonati i rompicapo (mai comunque veramente tali)
dei precedenti episodi a favore di una maggiore componente
action, Resident Evil 4 è stato denigrato dai nostalgici della
serie come un volgare sparatutto privo delle antiche atmosfere
alla Rebirth, ma al tempo stesso portato in trionfo dalla
stragrande maggioranza di videogiocatori e dalla quasi totalità
degli esperti del settore come uno dei migliori giochi
pubblicati nel 2005. A onor del vero al primo impatto il gioco è
notevolmente diverso dai precedenti capitoli: a parte il nuovo
tipo di inquadratura (necessario per poter utilizzare
perfettamente il puntamento manuale delle armi che permette di
colpire i nemici in qualsiasi punto del loro corpo generando
differenti reazioni, impossibile da attuare con il vecchio
sistema), non ci sono zombie, cerberus, hunter, né il
continuo della vecchia storia incentrata sull'Umbrella... niente
di già visto. A parte l'introduzione del gioco, in cui si spiega
brevemente come il governo degli Stati Uniti abbia fatto
chiudere i battenti alla multinazionale farmaceutica, la storia
di Resident Evil 4 è una storia nuova, completamente. Niente
T-Virus, niente Tyrant finale, niente zombi, ma tonnellate di
nuovi nemici, chiamati Ganados, infetti da parassiti secolari
riportati alla luce da un gruppo di fanatici religiosi
capitanati dal sinistro Lord Osmund Saddler, e altre creature
orribilmente mutate grazie a questi nuovi (antichi) parassiti,
Las Plagas. Anelli di congiunzione con i vecchi capitoli sono i
personaggi: Leon S. Kennedy, Ada Wong, Albert Wesker; qualche
breve riferimento al passato di Leon a Raccoon City; le famose
erbette curative (con la new entry delle erbette gialle al posto
di quelle blu) assieme agli immancabile FAS, più qualche
citazione memorabile, quale può essere la cascata da bloccare
operando con una chiusa come accadeva nel primo episodio e nel
suo remake. Questa nuova direzione intrapresa dalla saga era a
mio avviso necessaria. Oramai il sistema di gioco risultava
essere obsoleto e necessitava di una coraggiosa rinfrescata.
L'innovazione, come tutte le novità, ha trovato pareri
contrastanti, talmente contrastanti che si sono spesi fiumi e
fiumi di inchiostro digitale in tutti i forum del pianeta
chiedendo a gran voce un ritorno al passato. Personalmente credo
che questo ritorno al passato non ci sarà, almeno non a livello
di giocabilità. Qualche ritorno alle vecchie tematiche è
presumibile con il prossimo capitolo, Resident Evil 5, ritorno
suffragato anche dalle rivelazioni contenute nell'ultimo Ada
Report accessibile nel mini gioco "Separate Ways" per ora
esclusiva della versione PS2. Ma è ancora troppo presto per
sapere qualcosa di più preciso. Quale che sia il futuro della
saga, Resident Evil 4 resta comunque un ottimo gioco e una
valida alternativa alla vecchia concezione del survival horror
che secondo il mio modesto parere nel remake di Resident Evil ha
davvero detto tutto quello che c'era da dire sull'argomento,
risultando essere un vero capolavoro in ogni suo fotogramma.
Shin
Bilstein
Valutazione:
legenda
Ai fini di una valutazione globale del
gioco nella maniera più obiettiva possibile, sono stati
presi in considerazione diversi parametri e sono stati messi
in relazione con gli altri titoli all'interno della saga e
con ciò che era disponibile nel mercato al momento della
pubblicazione del titolo. Le valutazioni vanno da uno a
cinque:
Appena sufficiente
Si poteva fare di più
Buono
Ottimo
Perfetto
Grafica
Sia che si parli dell'originale versione per Nintendo Gamecube
che della successiva trasposizione su Sony Playstation 2, la
grafica in 3D è assolutamente superba. Resta comunque da
sottolineare lievemente che la versione Nintendo è decisamente
migliore da vedere (soprattutto le sezioni notturne), vuoi per
la maggiore potenza dell'hardware, vuoi perchè il gioco era
stato progettato inizialmente solo per quella macchina. L'unico
difetto che si può trovare dal punto di vista grafico è una
leggera compenetrazione tra i poligoni, ma resta un particolare
di poco conto data la maestosità degli ambienti e la quasi
maniacale cura dei particolari che gli uomini Capcom hanno
riservato a questo titolo. La telecamera che segue il
protagonista da dietro alle spalle - una novità per Resident Evil
nonostante qualche tempo primo il Dead Aim avesse optato per una
soluzione di questo tipo, unita alla prima persona durante i
combattimenti - non sbaglia un colpo nonostante l'azione a volte
davvero frenetica, risultando quasi perfetta.
Longevità
Avventura principale lunghissima disponibile in diverse
difficoltà, Assignement Ada e Separate Ways, l'ormai classico
Mercenari (qui nella sua incarnazione migliore), personaggi,
armi e costumi da sbloccare, Resident Evil 4 garantisce un
elevato tasso di rigiocabilità come mai forse si era visto prima
in un capitolo della saga. Il graduale passaggio da puro
survival horror (che nel Rebirth aveva raggiunto il suo picco)
ad action horror trova in Resident Evil 4 il punto di arrivo di
un'evoluzione lunga dieci anni. Per la prima volta Resident Evil
diventa un gioco anche "bello da giocare" che può avvicinare anche
chi, vuoi per il genere, vuoi per l'età, non aveva mai giocato a
Resident Evil.
Giocabilità
Le azioni di base del personaggio sono quelle di sempre, così
come i tasti per eseguirle. E' però stata aggiunta la
possibilità di caricare l'arma in tempo reale (non si possono
infatti combinare proiettili con le armi all'interno del menù) e
la possibilità di utilizzare in qualsiasi momento il coltello
(che sparisce così dall'inventario) che diventa un'arma
fondamentale per la prima volta all'interno della saga. La mira
è esclusivamente manuale e questo, unito alla telecamera
posizionata subito dietro le spalle, consente al giocatore di
scegliere in quale punto del corpo colpire il nemico,
determinando reazioni diverse a seconda che si scelga il viso
oppure una gamba; sono disponibili alcune azioni particolari
come saltare ostacoli o uscire dalle finestre o colpire un
nemico stordito con un calcio che consentono una maggiore
interazione con gli scenari completamente tridimensionali.
L'azione di gioco è a tratti davvero frenetica, con tonnellate
di nemici che cercano di fermare con ogni mezzo il protagonista
(cosa che ha fatto storcere il naso ai conservatori della serie,
che richiedevano meno combattimenti e più sezioni esplorative in
vecchio stile), ma i comandi rispondono in maniera perfetta e
senza alcun indugio. Non ci si può prendere un attimo di tregua
neppure guardando i filmati: in qualsiasi momento può infatti
entrare in gioco un'azione da compiere tramite la pressione di
due tasti (i QTE alla Shenmue) che, se non premuti prontamente,
conducono al game over. Divertente. Da segnalare la mancanza di
tempi morti di caricamento nella versione Gamecube.
Story-line
Abbandonate senza troppi complimenti (e senza troppe spiegazioni
chiare) le vicende legate all'Umbrella Inc., Resident Evil 4
propone un'ambientazione, una storia e una minaccia totalmente
nuova che per la prima volta, dal primo episodio, inizia, si
sviluppa e termina con la fine del gioco, pur lasciando
intravedere un futuro non propriamente roseo determinato anche
da quegli avvenimenti. L'abbandono della storia legata a Raccoon
City e all'Umbrella ha mosso schiere di fan conservatori della
saga che hanno gridato allo scandalo, ma conoscendo la
propensione da parte di Capcom di ritornare sui suoi passi (vedi
Resident Evil Zero, prequel pubblicato sei anni dopo il
capostipite, e l'annunciato Resident Evil 5) non c'è di che
allarmarsi. Ambientato dopo sei anni dalla distruzione della
città del Mid-West Raccoon City, Resident Evil 4 propone una
storia ambientata nel Vecchio Continente senza infamia e senza
lode, attorno alla quale ruotano alcuni personaggi storici della
serie (Ada Wong e Albert Wesker) la cui presenza lascia intuire
che molto ci sarà ancora da raccontare.
Caratterizzazione dei personaggi
Si poteva
fare di più. Molto di ciò che ha portato Leon S. Kennedy da
brillante novellino dell'R.P.D. a soldato super addestrato è
stato lasciato alla fantasia del giocatore, nonostante gli
indizi comparsi negli epiloghi di Resident Evil 3 qualche anno
prima. Ashley Graham e Luis Sera sembrano più che altro delle
semplici comparse senza background, sebbene con un ruolo
sensibilmente differente l'una dall'altro; Ada Wong rimane la
donna del mistero che tutti hanno conosciuto in Resident Evil 2
e, nonostante i rapporti accessibili tramite Separate Ways,
molto che la riguarda continua a rimanere nell'ombra; Albert
Wesker, a capo dell'operazione di recupero del campione di Las
Plagas, sembra tuttavia avere altri piani che vengono solamente
accennati; Jack Krauser, ex commilitone di Leon, appare una
figura ambigua che dall'inizio alla fine sembra volteggiare tra
i desideri di Wesker e quelli di Osmund Saddler, il bad guy
della situazione, l'unico del quale si possono apprezzare alcune
azzeccate sfumature caratteriali che lo relegano al ruolo di
anti-americano e pazzo scatenato. Strano ma vero: quelli
caratterizzati meglio appaiono proprio gli antagonisti, Saddler,
Bitores Mendez e Salazar in testa. I mostri da affrontare sono
delle specie più varie: da semplici portatori del parassita a
monaci armati di scudi e balestre; da cani con tanto di
tentacoli a giganti simili a troll fantasy; da armature animate
a enormi insetti volanti. Resta comunque palese, seppur in forme
e comportamenti a tratti differenti, un chiaro richiamo come
tipologia di mostri a quelli che in passato sono stati i nemici
classici di Resident Evil (esempio chiarissimo Jack Krauser con
il braccio mutato e il countdown durante il combattimento in
cima alle torri del villaggio abbandonato). Sembra tuttavia che
questi punti oscuri sui personaggi siano un'intenzione degli
sviluppatori per lasciare aperte più porte sul futuro della saga
più che una reale mancanza di idee; tuttavia, dopo 10 anni,
sarebbe opportuno invertire lievemente anche questa rotta e
fornire delle precise informazioni riguardo alcuni punti
interessanti.
Difficoltà
Resident Evil 4 è un gioco
flessibile: si può decidere di affrontarlo con un vero e proprio
arsenale, ricorrendo abbondantemente all'acquisto di armi dal
misterioso mercante e al potenziamento delle stesse, oppure con
poche armi e facendo più affidamento all'abilità di Leon col
coltello e le pistole. Unico vero neo che mina la difficoltà del
titolo, anche in modalità Esperto, è la possibilità di
acquistare un lanciarazzi a colpo singolo con il quale
sbarazzarsi in pochi secondi di qualsiasi boss. Si poteva
evitare, ma forse sarebbe risultato troppo difficile per il
giocatore medio o alle prime armi.
Sonoro
Le musiche non sono particolarmente evocative
se non alcune, tuttavia la valutazione globale del comparto
audio del titolo è più che di buon livello grazie agli
effetti sonori perfetti su tutta la linea, dalle grida dei
ganados al rumore dei passi su superfici differenti, dal
brontolio del cielo cupo ai rumori meccanici di caricamento
delle armi. E' disponibile inoltre l'opzione Dolby Pro Logic II
nella sola versione Sony.
Valutazione
Personale
Resident Evil 4 rappresenta
il capitolo di rottura tra il passato e il futuro di Resident
Evil. Una giocabilità implementata che rasenta la perfezione,
una nuova impostazione di combattimento (combattimento sempre al
centro di ogni capitolo della saga) e di visuale, Resident Evil
4 è un capolavoro che segna come punto di partenza il futuro
della saga che, con qualche dovuto accorgimento, ritroverà nuova
linfa e nuovi successi dopo alcune scelte non proprio azzeccate,
che cercavano di riproporre le tematiche classiche senza
spingersi nel doveroso campo dell'innovazione. Si tratta dunque
di un Resident Evil rischioso che, tuttavia, nonostante le
rimostranze di alcuni conservatori, è stato un vero successo
dappertutto. E, mi sento di dire, a ragione.