Resident Evil 4
 

 
Titolo

Resident Evil 4 (バイオハザード4   Biohazard 4)

Anno

2005

Piattaforma

Nintendo Gamecube, Playstation 2, PC, Nintendo Wii, Mobile, Zeebo, iPhone

27 gennaio 2005

11 gennaio 2005

18 marzo 2005

PS2

1 12 2005 (J) 25 10 2005 (NTSC) 4 11 2005 (PAL)

PC

1° febbraio/marzo 2007

Nintendo Wii

31 maggio 2007 (J)

Preview:

Download - RE 4 Beta (170MB circa) - Wii Teaser

Official Website:

Resident Evil 4 Resident Evil 4 (PS2) Resident Evil 4 (Wii)

 

Scheda del gioco

Personaggi

Mostri

Files

Video

Walkthrough

Segreti

Miscellanea

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 
 
 

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Autunno 2004: sono trascorsi 6 anni dall'incidente di Raccoon City e dalla distruzione della città. L'Umbrella Inc. responsabile dell'incidente nel quale hanno perduto la vita qualcosa come 100.000 persone è stata costretta a chiudere i battenti sotto le pressioni dello stesso governo. Molte cose sono cambiate in questi sei anni. Leon S. Kennedy, sopravvissuto all'incubo di Raccoon City, lavora  per un'agenzia governativa sotto il diretto controllo del Presidente. Sembra che la figlia del Presidente sia caduta vittima di un gruppo di terroristi che l'hanno rapita all'uscita del college e portata in uno sperduto villaggio della Spagna. Primo incarico di Leon è recuperare la ragazza e portarla a casa sana e salva. Sembrerebbe una normale missione di salvataggio, ma fin dai primi minuti Leon si accorge che c'è sotto qualcos'altro, anche se non può immaginare che sta per sprofondare in un nuovo, terrificante incubo...

     
     
 
Breve commento
 
 

Annunciato inizialmente come l'episodio che avrebbe visto il ritorno di Leon S. Kennedy nella sua lotta contro un temibile virus sotto forma di nebbia tentacolare, Resident Evil 4 ha subito nel corso del tempo diverse incarnazioni prima di approdare nelle console di tutto il mondo come lo conosciamo oggi. Accompagnato da una grafica a dir poco strepitosa, secondo episodio della serie regolare completamente in 3D, il gioco è stato al tempo stesso acclamato come capolavoro e denigrato come un gioco dozzinale. Abbandonate le inquadrature fisse su fondali pre-renderizzati a favore di inquadrature che seguono il protagonista subito da dietro le spalle, abbandonati i rompicapo (mai comunque veramente tali) dei precedenti episodi a favore di una maggiore componente action, Resident Evil 4 è stato denigrato dai nostalgici della serie come un volgare sparatutto privo delle antiche atmosfere alla Rebirth, ma al tempo stesso portato in trionfo dalla stragrande maggioranza di videogiocatori e dalla quasi totalità degli esperti del settore come uno dei migliori giochi pubblicati nel 2005. A onor del vero al primo impatto il gioco è notevolmente diverso dai precedenti capitoli: a parte il nuovo tipo di inquadratura (necessario per poter utilizzare perfettamente il puntamento manuale delle armi che permette di colpire i nemici in qualsiasi punto del loro corpo generando differenti reazioni, impossibile da attuare con il vecchio sistema), non ci sono zombie, cerberus, hunter,  né il continuo della vecchia storia incentrata sull'Umbrella... niente di già visto. A parte l'introduzione del gioco, in cui si spiega brevemente come il governo degli Stati Uniti abbia fatto chiudere i battenti alla multinazionale farmaceutica, la storia di Resident Evil 4 è una storia nuova, completamente. Niente T-Virus, niente Tyrant finale, niente zombi, ma tonnellate di nuovi nemici, chiamati Ganados, infetti da parassiti secolari riportati alla luce da un gruppo di fanatici religiosi capitanati dal sinistro Lord Osmund Saddler, e altre creature orribilmente mutate grazie a questi nuovi (antichi) parassiti, Las Plagas. Anelli di congiunzione con i vecchi capitoli sono i personaggi: Leon S. Kennedy, Ada Wong, Albert Wesker; qualche breve riferimento al passato di Leon a Raccoon City; le famose erbette curative (con la new entry delle erbette gialle al posto di quelle blu) assieme agli immancabile FAS, più qualche citazione memorabile, quale può essere la cascata da bloccare operando con una chiusa come accadeva nel primo episodio e nel suo remake. Questa nuova direzione intrapresa dalla saga era a mio avviso necessaria. Oramai il sistema di gioco risultava essere obsoleto e necessitava di una coraggiosa rinfrescata. L'innovazione, come tutte le novità, ha trovato pareri contrastanti, talmente contrastanti che si sono spesi fiumi e fiumi di inchiostro digitale in tutti i forum del pianeta chiedendo a gran voce un ritorno al passato. Personalmente credo che questo ritorno al passato non ci sarà, almeno non a livello di giocabilità. Qualche ritorno alle vecchie tematiche è presumibile con il prossimo capitolo, Resident Evil 5, ritorno suffragato anche dalle rivelazioni contenute nell'ultimo Ada Report accessibile nel mini gioco "Separate Ways" per ora esclusiva della versione PS2. Ma è ancora troppo presto per sapere qualcosa di più preciso. Quale che sia il futuro della saga, Resident Evil 4 resta comunque un ottimo gioco e una valida alternativa alla vecchia concezione del survival horror che secondo il mio modesto parere nel remake di Resident Evil ha davvero detto tutto quello che c'era da dire sull'argomento, risultando essere un vero capolavoro in ogni suo fotogramma.

 
     
 

Shin Bilstein

 
 
PC and Wii covers
 

 

 
     
 
Valutazione: legenda
 

 

Ai fini di una valutazione globale del gioco nella maniera più obiettiva possibile, sono stati presi in considerazione diversi parametri e sono stati messi in relazione con gli altri titoli all'interno della saga e con ciò che era disponibile nel mercato al momento della pubblicazione del titolo. Le valutazioni vanno da uno a cinque:

 

Appena sufficiente

Si poteva fare di più

Buono

Ottimo

Perfetto

 
 
     
 
Grafica
 
 

Sia che si parli dell'originale versione per Nintendo Gamecube che della successiva trasposizione su Sony Playstation 2, la grafica in 3D è assolutamente superba. Resta comunque da sottolineare lievemente che la versione Nintendo è decisamente migliore da vedere (soprattutto le sezioni notturne), vuoi per la maggiore potenza dell'hardware, vuoi perchè il gioco era stato progettato inizialmente solo per quella macchina. L'unico difetto che si può trovare dal punto di vista grafico è una leggera compenetrazione tra i poligoni, ma resta un particolare di poco conto data la maestosità degli ambienti e la quasi maniacale cura dei particolari che gli uomini Capcom hanno riservato a questo titolo. La telecamera che segue il protagonista da dietro alle spalle - una novità per Resident Evil nonostante qualche tempo primo il Dead Aim avesse optato per una soluzione di questo tipo, unita alla prima persona durante i combattimenti - non sbaglia un colpo nonostante l'azione a volte davvero frenetica, risultando quasi perfetta.

 

     
 
Longevità
 

 

Avventura principale lunghissima disponibile in diverse difficoltà, Assignement Ada e Separate Ways, l'ormai classico Mercenari (qui nella sua incarnazione migliore), personaggi, armi e costumi da sbloccare, Resident Evil 4 garantisce un elevato tasso di rigiocabilità come mai forse si era visto prima in un capitolo della saga. Il graduale passaggio da puro survival horror (che nel Rebirth aveva raggiunto il suo picco) ad action horror trova in Resident Evil 4 il punto di arrivo di un'evoluzione lunga dieci anni. Per la prima volta Resident Evil diventa un gioco anche "bello da giocare" che può avvicinare anche chi, vuoi per il genere, vuoi per l'età, non aveva mai giocato a Resident Evil.

 
     
 
Giocabilità
 
 

Le azioni di base del personaggio sono quelle di sempre, così come i tasti per eseguirle. E' però stata aggiunta la possibilità di caricare l'arma in tempo reale (non si possono infatti combinare proiettili con le armi all'interno del menù) e la possibilità di utilizzare in qualsiasi momento il coltello (che sparisce così dall'inventario) che diventa un'arma fondamentale per la prima volta all'interno della saga. La mira è esclusivamente manuale e questo, unito alla telecamera posizionata subito dietro le spalle, consente al giocatore di scegliere in quale punto del corpo colpire il nemico, determinando reazioni diverse a seconda che si scelga il viso oppure una gamba; sono disponibili alcune azioni particolari come saltare ostacoli o uscire dalle finestre o colpire un nemico stordito con un calcio che consentono una maggiore interazione con gli scenari completamente tridimensionali. L'azione di gioco è a tratti davvero frenetica, con tonnellate di nemici che cercano di fermare con ogni mezzo il protagonista (cosa che ha fatto storcere il naso ai conservatori della serie, che richiedevano meno combattimenti e più sezioni esplorative in vecchio stile), ma i comandi rispondono in maniera perfetta e senza alcun indugio. Non ci si può prendere un attimo di tregua neppure guardando i filmati: in qualsiasi momento può infatti entrare in gioco un'azione da compiere tramite la pressione di due tasti (i QTE alla Shenmue) che, se non premuti prontamente, conducono al game over. Divertente. Da segnalare la mancanza di tempi morti di caricamento nella versione Gamecube.

 

     
 
Story-line
 

 

Abbandonate senza troppi complimenti (e senza troppe spiegazioni chiare) le vicende legate all'Umbrella Inc., Resident Evil 4 propone un'ambientazione, una storia e una minaccia totalmente nuova che per la prima volta, dal primo episodio, inizia, si sviluppa e termina con la fine del gioco, pur lasciando intravedere un futuro non propriamente roseo determinato anche da quegli avvenimenti. L'abbandono della storia legata a Raccoon City e all'Umbrella ha mosso schiere di fan conservatori della saga che hanno gridato allo scandalo, ma conoscendo la propensione da parte di Capcom di ritornare sui suoi passi (vedi Resident Evil Zero, prequel pubblicato sei anni dopo il capostipite, e l'annunciato Resident Evil 5) non c'è di che allarmarsi. Ambientato dopo sei anni dalla distruzione della città del Mid-West Raccoon City, Resident Evil 4 propone una storia ambientata nel Vecchio Continente senza infamia e senza lode, attorno alla quale ruotano alcuni personaggi storici della serie (Ada Wong e Albert Wesker) la cui presenza lascia intuire che molto ci sarà ancora da raccontare.

 
     
 
Caratterizzazione dei personaggi
 
 

Si poteva fare di più. Molto di ciò che ha portato Leon S. Kennedy da brillante novellino dell'R.P.D. a soldato super addestrato è stato lasciato alla fantasia del giocatore, nonostante gli indizi comparsi negli epiloghi di Resident Evil 3 qualche anno prima. Ashley Graham e Luis Sera sembrano più che altro delle semplici comparse senza background, sebbene con un ruolo sensibilmente differente l'una dall'altro; Ada Wong rimane la donna del mistero che tutti hanno conosciuto in Resident Evil 2 e, nonostante i rapporti accessibili tramite Separate Ways, molto che la riguarda continua a rimanere nell'ombra; Albert Wesker, a capo dell'operazione di recupero del campione di Las Plagas, sembra tuttavia avere altri piani che vengono solamente accennati; Jack Krauser, ex commilitone di Leon, appare una figura ambigua che dall'inizio alla fine sembra volteggiare tra i desideri di Wesker e quelli di Osmund Saddler, il bad guy della situazione, l'unico del quale si possono apprezzare alcune azzeccate sfumature caratteriali che lo relegano al ruolo di anti-americano e pazzo scatenato. Strano ma vero: quelli caratterizzati meglio appaiono proprio gli antagonisti, Saddler, Bitores Mendez e Salazar in testa. I mostri da affrontare sono delle specie più varie: da semplici portatori del parassita a monaci armati di scudi e balestre; da cani con tanto di tentacoli a giganti simili a troll fantasy; da armature animate a enormi insetti volanti. Resta comunque palese, seppur in forme e comportamenti a tratti differenti, un chiaro richiamo come tipologia di mostri a quelli che in passato sono stati i nemici classici di Resident Evil (esempio chiarissimo Jack Krauser con il braccio mutato e il countdown durante il combattimento in cima alle torri del villaggio abbandonato). Sembra tuttavia che questi punti oscuri sui personaggi siano un'intenzione degli sviluppatori per lasciare aperte più porte sul futuro della saga più che una reale mancanza di idee; tuttavia, dopo 10 anni, sarebbe opportuno invertire lievemente anche questa rotta e fornire delle precise informazioni riguardo alcuni punti interessanti.

 

     
 
Difficoltà
 

 

Resident Evil 4 è un gioco flessibile: si può decidere di affrontarlo con un vero e proprio arsenale, ricorrendo abbondantemente all'acquisto di armi dal misterioso mercante e al potenziamento delle stesse, oppure con poche armi e facendo più affidamento all'abilità di Leon col coltello e le pistole. Unico vero neo che mina la difficoltà del titolo, anche in modalità Esperto, è la possibilità di acquistare un lanciarazzi a colpo singolo con il quale sbarazzarsi in pochi secondi di qualsiasi boss. Si poteva evitare, ma forse sarebbe risultato troppo difficile per il giocatore medio o alle prime armi.

 
     
 
Sonoro
 
 

Le musiche non sono particolarmente evocative se non alcune, tuttavia la valutazione globale del comparto audio del titolo è  più che di buon livello grazie agli effetti sonori perfetti su tutta la linea, dalle grida dei ganados al rumore dei passi su superfici differenti, dal brontolio del cielo cupo ai rumori meccanici di caricamento delle armi. E' disponibile inoltre l'opzione Dolby Pro Logic II nella sola versione Sony.

 
     
 
Valutazione Personale
 
 

Resident Evil 4 rappresenta il capitolo di rottura tra il passato e il futuro di Resident Evil. Una giocabilità implementata che rasenta la perfezione, una nuova impostazione di combattimento (combattimento sempre al centro di ogni capitolo della saga) e di visuale, Resident Evil 4 è un capolavoro che segna come punto di partenza il futuro della saga che, con qualche dovuto accorgimento, ritroverà nuova linfa e nuovi successi dopo alcune scelte non proprio azzeccate, che cercavano di riproporre le tematiche classiche senza spingersi nel doveroso campo dell'innovazione. Si tratta dunque di un Resident Evil rischioso che, tuttavia, nonostante le rimostranze di alcuni conservatori, è stato un vero successo dappertutto. E, mi sento di dire, a ragione.

 
     
 

Shin Bilstein

 
     

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