Raccoon City è stata rasa al suolo a causa
della fuoriuscita del T-Virus, micidiale virus prodotto nei
laboratori segreti dell'Umbrella Inc. Claire Redfield aveva
raggiunto la città alla ricerca del fratello Chris del quale
erano sparite le tracce da qualche tempo, aveva affrontato
l'incubo assieme a un giovane poliziotto, Leon S. Kennedy, ed
era riuscita a sopravvivere. Ma la loro vicenda non è stata che
un preludio di quello che sarebbe successo in seguito... Tre
mesi dopo, infatti...
Resident Evil Code: Veronica rappresenta il
primo titolo della serie ad approdare sulle console a 128 bit e
rappresenta anche il primo vero episodio della serie principale
a essere concepito interamente in 3D, pur conservando le
classiche inquadrature fisse dei predecessori a fondali
pre-renderizzati. La trama di questo nuovo episodio riprende
quella di un
personaggio di Resident Evil 2, Claire Redfield, ed è
cronologicamente successivo di tre mesi a questo episodio, dopo
il parziale flashback pubblicato con Resident Evil 3.
Tecnicamente piacevole da guardare, il gioco mantiene inalterata
la meccanica di Resident Evil 2 con la sola aggiunta della
rotazione di 180° del personaggio e la possibilità di maneggiare
due armi contemporaneamente e sparare in due direzioni
differenti allo stesso tempo. Unica novità ulteriore è la
presenza della possibilità di continuare il gioco senza caricare
l'ultimo salvataggio nel caso di morte improvvisa del
personaggio. Con il supporto di due dischi nell'originale
versione per Dreamcast (passati poi a uno solo nella versione X
per PS2) il gioco è suddiviso in due missioni: la ricerca del
fratello di Claire nel primo e l'arrivo (o meglio il ritorno) di
Chris Redfield nel secondo, personaggio che fino a quel momento
tanti fans aveva desiderato poter manovrare di nuovo per
sgominare i letali piani dell'Umbrella. E' anche il primo
episodio a svelare chiaramente l'esistenza di una multinazionale
concorrente all'Umbrella nel campo della ricerca di armi
biologiche. Pubblicato nel corso di 4 anni in tre differenti
console, Resident Evil Code: Veronica ha mantenuto inalterata la
sua forma al 99%, con la semplice aggiunta di alcune scene
filmate inedite nella versione X: l'incontro tra Claire Redfield
e Albert Wesker fuori dalla Ashford Mansion, una leggera
estensione dell'incontro tra Wesker e Alexia Ashford e lo
scontro finale tra Chris e Wesker, oltre a una misteriosa e
alquanto inutile nuova pettinatura per Steve Burnside che ancora
oggi mi domando per quale motivo sia stata cambiata
dall'originale. Al termine del gioco è possibile giocare a una
aggiornata versione dell'Extreme Battle di Resident Evil 2, con
l'opzione della visuale in prima persona e qualche altro extra
sbloccabile tramite il completamento della stessa Extreme
Battle. Assieme alla uscita dell'edizione Complete (la X) è
stato allegato il primo Wesker Report, che potete leggere nella
sezione Speciali, documento che rivela come Albert Wesker sia
potuto sopravvivere all'incidente di Villa Spencer e della sua
alleanza con la misteriosa Ada Wong.
Shin
Bilstein
Valutazione:
legenda
Ai fini di una valutazione globale del
gioco nella maniera più obiettiva possibile, sono stati
presi in considerazione diversi parametri e sono stati messi
in relazione con gli altri titoli all'interno della saga e
con ciò che era disponibile nel mercato al momento della
pubblicazione del titolo. Le valutazioni vanno da uno a
cinque:
Appena sufficiente
Si poteva fare di più
Buono
Ottimo
Perfetto
Grafica
Abbandonati temporaneamente i fondali pre-renderizzati, il
gioco mostra una piacevole veste interamente tridimensionale
pur conservando le usuali inquadrature fisse. Sfondi e
ambienti finalmente interagiscono col personaggio e i
particolari sono messi ancora più in risalto. I filmati
hanno subito un enorme passo avanti e si avvicinano molto
alla realtà. Gli zombi, sebbene tornino a essere omologati
tra loro, appaiono con vari particolari come scottature e
ferite sul corpo, e addirittura le frecce della balestra si
possono vedere conficcate sul loro corpo. Per quanto
riguarda gli effetti grafici delle armi non ci sono
particolari miglioramenti anche se questi ultimi sono
anch’essi più chiari e più realistici. .
Longevità
Il gioco è molto lungo,
ricco di luoghi da esplorare e rivisitare tempo dopo con un
altro personaggio. Tuttavia una volta finito non resta molto
altro da giocare, se non un mini gioco di scarso
interesse. Da dire comunque che finirlo non è semplice e
veloce come può sembrare ma richiede anzi, anche se
conosciuti gli enigmi, parecchio tempo e volontà. Un gioco
sicuramente ben strutturato e bello da giocare.
Giocabilità
In verità da questo
punto di vista non è cambiato nulla, salvo magari la
possibilità di far fuori zombi per le scale o col coltello,
arma finalmente efficace in questo gioco. È stata persa la
possibilità di spintonare gli zombi o evitare gli attacchi
come nel terzo episodio, passo indietro sicuramente, e anche
l’armamentario è spesso obbligato anche se vasto e non
consente molta scelta. Resta anche la possibilità di girare
di scatto di 180°, anche se i punti in cui evitare i nemici
sono rari in questo capitolo, come anche le innovazioni da
questo punto di vista. Da considerare anche la difficoltà
del reperimento di alcune armi che, se non raccolte o non
lasciate nel baule in determinati momenti del gioco, possono
causare sei problemi di proseguimento dell'avventura,
costringendo il giocatore, nel peggiore dei casi, a dover
ricominciare la partita.
Story-line
Questo capitolo
fornisce un contributo considerevole alla trama: finalmente
si conoscono alcune tra le menti capostipiti dell’Umbrella,
gli Ashford. Oltre ad apprendere come funzionassero le loro
basi, si rivela molto della famiglia Ashford e della nuova
via intrapresa da Wesker. Innanzitutto come sia decaduta la
nobile famiglia e a causa di chi, oltre a presentare i
discendenti e le loro ambizioni. La comparsa di Wesker ha
sicuramente attirato molti fans, vedendolo all’opera e non
più schierato con l’Umbrella, anzi, ostile e per conto di
una non ben chiara casa farmaceutica. E poi è da non
sottovalutare l'atteso ritorno nella serie di uno dei
personaggi storici, Chris Redfield. Insomma, una miscela di
incontri e scontri e battaglie per la sopravvivenza che si
intrecciano alla crudeltà e l’avidità di uomini (ormai
mostri) interessati unicamente al proprio tornaconto e folli
piani di conquista del mondo.
Caratterizzazione dei personaggi
Il voto è più che
meritato: stavolta protagonisti e antagonisti vengono
veramente messi a nudo nelle loro emozioni. Il più
significativo è lo sdoppiamento di personalità di Alfred, un
vero colpo di scena nel gioco, dove si evidenzia sulla
follia e devozione per la sorella, che quasi sfiora
l’incesto. La stessa sorella non è da meno, se non per il
fatto che si considera l’inviolabile regina di un mondo che
deve rendere perfetto, il cui fratello è solo un mezzo, il
sadismo e la crudeltà dei figli che non si fanno scrupolo di
ridurre il proprio padre in un mostro pur di punirlo e
prendere in mano le redini della famiglia. E oltre a questi
due affascinanti personaggi, ritroviamo un ragazzo con dei
problemi con la sua famiglia, che solo a pensarci gli
provocano rabbia che sfoga in ben pochi modi. Anche la
figura del carceriere Rodrigo anche se non incisiva rientra
in questo quadro, quella di una persona che ha perso la
speranza e ogni aspettativa dalla sua vita, accettando quasi
l’incorrere degli eventi come punizione per i suoi crimini.
Figura protagonista è anche Chris Redfield, giunto per
salvare la sorella e ripiombato in un incubo, che però,
esperto e veterano ormai di queste situazioni, affronta con
sangue freddo e decisione, soprattutto al rispuntare di
Wesker, che accende tra i due lo stesso desiderio di
vendetta, chi per i propri compagni, chi per i piani andati
in fumo. Un personaggio che come sempre anche nelle
situazioni disperate non si perde d’animo e mantiene il
sangue freddo, in gran parte incentivato dalla presenza di
Wesker.
Difficoltà
Enigmi veramente
numerosi, vari e di ogni genere. Bisognerà visitare e
rivisitare lo stesso posto per essere sicuri di aver preso
qualunque cosa ci serva, oltre a dover avere una memoria
incredibile stavolta, perché bisognerà addirittura tornare
nella prima stanza del gioco per ottenere degli aiuti. Gli
enigmi facoltativi sono molti, ma è quasi indispensabile
risolverli per poter arrivare al boss finale in condizioni
di batterlo visto che sono necessarie veramente tante
munizioni. Inoltre si può essere facilmente ingannati dallo
scambio di personaggi, le cui armi possono essere scambiate
solo lasciandole nel baule, costringendo se non si è in
possesso di un salvataggio recente addirittura a
ricominciare la partita. Ricordare tutte le porte trovate
chiuse e intuire quando è il momento di tornarci, e anche i
particolari più insignificanti si rivelano preziosissimi.
Inoltre per la prima volta si ripercorre uno scenario con un
personaggio diverso dove le sfide sono differenti, si può
accedere a nuove aree e dove anche ricordare i particolari
di un filmato può aiutare nella risoluzione degli enigmi
(particolare molto apprezzato). Insomma, una sfida veramente
ardua per le prime partite, in cui non è la mancanza di
pallottole per armi meno potenti ad essere il problema ma
proprio quelle delle munizioni più efficaci (troviamo qui il
tipo di proiettile più potente della saga per lanciagranate,
le munizioni a gas ANTI B.O.W. e talmente rare che ce
ne sono solo 3 in tutto il gioco).
Sonoro
La tetra atmosfera
delle prigioni, fino alla villa degli Ashford, palazzo della
follia, sono tutti luoghi che hanno saputo impressionare
parecchio, sia per i lamenti sullo sfondo che per le gotiche
musiche degli ambienti domestici dei gemelli. I sinistri
rumori sono qui studiati molto bene, come anche le
rilassanti musiche delle stanze di salvataggio, dove una
volta usciti si ripiomba nell’incubo. Anche le musiche dei
boss tendono più a risaltare lo scenario horror e desolato
quanto quello di uno scontro epico, eccezion fatta per i
combattimenti col Tyrant e Alexia. L’illuminazione è spesso
scarsa nel gioco e qualsiasi suono può disorientarci e
metterci in allarme, persino spaventati da un piccolo
topolino. Anche i particolari meno rilevanti come il parco
giochi dei sadici bambini o le bambole impiccate rendono
veramente impressionanti i luoghi, dove anche una ninna
nanna pare grottesca. Stupefacente. (N.d.W.: la musica
dell'incontro tra Wesker e Alexia e del successivo scontro
tra Chris e Alexia sono due delle migliori musiche mai
prodotte per la serie di Resident Evil).
Valutazione
Personale
È indubbio che abbia
fatto un ottima impressione questo gioco. Il semplice
ritorno di Chris Redfield è bastato per motivare molti fans
a finire l'avventura, oltre naturalmente alla curiosità di
apprendere nuove informazioni sugli eroi della saga. Per gli
appassionati del genere ambienti tetri ed oscuri non sono
mancati, anzi, avranno fatto prendere parecchi spaventi
sebbene le entrate dei mostri fossero piuttosto lente e non
dirette. Per ben due volte nel gioco si potrebbe pensare di
averlo finito ma ecco che un nuovo imprevisto avviene e
sconvolge gli eventi e costringe a trovare una nuova via di
fuga. Lo scontro tra Wesker e Chris è stato sicuramente
eccezionale, come anche poter vedere all’opera i poteri di
Wesker e la mirabolante trasformazione di Alexia. Gli
scontri epici non mancano come anche altri altrettanto
avvincenti, come l’anatomista e l’Albinoid adulto,
irrilevanti nella storia ma che hanno saputo cambiare e
movimentare la vicenda tra mostri più comuni per i veterani
della serie. Sicuramente da provare e goderselo fino in
fondo.