Resident Evil Code: Veronica
   
Titolo

Resident Evil (Biohazard) Code: Veronica (Veronica X per PS2 e Gamecube)

Anno

2000 - 2001 - 2003 - 2004

Piattaforma

Sega Dreamcast, Playstation 2, Nintendo Gamecube

SD NTSC-J

3 febbraio 2000

SD NTSC

29 marzo 2000

SD PAL

26 maggio 2000

SD X NTSC-J

22 marzo 2001

PS2

22 03 2001 (J) 22 08 2001 (NTSC) 14 09 2001 (PAL)

N Gamecube

7 08 2003 (J) 3 12 2003 (NTSC) 12 03 2004 (PAL)

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Official Website:

Resident Evil - Code: Veronica X

   
 
   

   
 
 

 

Raccoon City è stata rasa al suolo a causa della fuoriuscita del T-Virus, micidiale virus prodotto nei laboratori segreti dell'Umbrella Inc. Claire Redfield aveva raggiunto la città alla ricerca del fratello Chris del quale erano sparite le tracce da qualche tempo, aveva affrontato l'incubo assieme a un giovane poliziotto, Leon S. Kennedy, ed era riuscita a sopravvivere. Ma la loro vicenda non è stata che un preludio di quello che sarebbe successo in seguito... Tre mesi dopo, infatti...

 
 
 
 
 
 

 

   
     
 
Breve commento
 
 

Resident Evil Code: Veronica rappresenta il primo titolo della serie ad approdare sulle console a 128 bit e rappresenta anche il primo vero episodio della serie principale a essere concepito interamente in 3D, pur conservando le classiche inquadrature fisse dei predecessori a fondali pre-renderizzati. La trama di questo nuovo episodio riprende quella di un personaggio di Resident Evil 2, Claire Redfield, ed è cronologicamente successivo di tre mesi a questo episodio, dopo il parziale flashback pubblicato con Resident Evil 3. Tecnicamente piacevole da guardare, il gioco mantiene inalterata la meccanica di Resident Evil 2 con la sola aggiunta della rotazione di 180° del personaggio e la possibilità di maneggiare due armi contemporaneamente e sparare in due direzioni differenti allo stesso tempo. Unica novità ulteriore è la presenza della possibilità di continuare il gioco senza caricare l'ultimo salvataggio nel caso di morte improvvisa del personaggio. Con il supporto di due dischi nell'originale versione per Dreamcast (passati poi a uno solo nella versione X per PS2) il gioco è suddiviso in due missioni: la ricerca del fratello di Claire nel primo e l'arrivo (o meglio il ritorno) di Chris Redfield nel secondo, personaggio che fino a quel momento tanti fans aveva desiderato poter manovrare di nuovo per sgominare i letali piani dell'Umbrella. E' anche il primo episodio a svelare chiaramente l'esistenza di una multinazionale concorrente all'Umbrella nel campo della ricerca di armi biologiche. Pubblicato nel corso di 4 anni in tre differenti console, Resident Evil Code: Veronica ha mantenuto inalterata la sua forma al 99%, con la semplice aggiunta di alcune scene filmate inedite nella versione X: l'incontro tra Claire Redfield e Albert Wesker fuori dalla Ashford Mansion, una leggera estensione dell'incontro tra Wesker e Alexia Ashford e lo scontro finale tra Chris e Wesker, oltre a una misteriosa e alquanto inutile nuova pettinatura per Steve Burnside che ancora oggi mi domando per quale motivo sia stata cambiata dall'originale. Al termine del gioco è possibile giocare a una aggiornata versione dell'Extreme Battle di Resident Evil 2, con l'opzione della visuale in prima persona e qualche altro extra sbloccabile tramite il completamento della stessa Extreme Battle. Assieme alla uscita dell'edizione Complete (la X) è stato allegato il primo Wesker Report, che potete leggere nella sezione Speciali, documento che rivela come Albert Wesker sia potuto sopravvivere all'incidente di Villa Spencer e della sua alleanza con la misteriosa Ada Wong.

 
     
 

Shin Bilstein

 
 
Valutazione: legenda
 

 

Ai fini di una valutazione globale del gioco nella maniera più obiettiva possibile, sono stati presi in considerazione diversi parametri e sono stati messi in relazione con gli altri titoli all'interno della saga e con ciò che era disponibile nel mercato al momento della pubblicazione del titolo. Le valutazioni vanno da uno a cinque:

 

Appena sufficiente

Si poteva fare di più

Buono

Ottimo

Perfetto

 
 
     
 
Grafica
 
 

Abbandonati temporaneamente i fondali pre-renderizzati, il gioco mostra una piacevole veste interamente tridimensionale pur conservando le usuali inquadrature fisse. Sfondi e ambienti finalmente interagiscono col personaggio e i particolari sono messi ancora più in risalto. I filmati hanno subito un enorme passo avanti e si avvicinano molto alla realtà. Gli zombi, sebbene tornino a essere omologati tra loro, appaiono con vari particolari come scottature e ferite sul corpo, e addirittura le frecce della balestra si possono vedere conficcate sul loro corpo. Per quanto riguarda gli effetti grafici delle armi non ci sono particolari miglioramenti anche se questi ultimi sono anch’essi più chiari e più realistici. .

 

     
 
Longevità
 

 

Il gioco è molto lungo, ricco di luoghi da esplorare e rivisitare tempo dopo con un altro personaggio. Tuttavia una volta finito non resta molto altro da giocare, se non un  mini gioco di scarso interesse. Da dire comunque che finirlo non è semplice e veloce come può sembrare ma richiede anzi, anche se conosciuti gli enigmi, parecchio tempo e volontà. Un gioco sicuramente ben strutturato e bello da giocare.

 
     
 
Giocabilità
 
 

In verità da questo punto di vista non è cambiato nulla, salvo magari la possibilità di far fuori zombi per le scale o col coltello, arma finalmente efficace in questo gioco. È stata persa la possibilità di spintonare gli zombi o evitare gli attacchi come nel terzo episodio, passo indietro sicuramente, e anche l’armamentario è spesso obbligato anche se vasto e non consente molta scelta. Resta anche la possibilità di girare di scatto di 180°, anche se i punti in cui evitare i nemici sono rari in questo capitolo, come anche le innovazioni da questo punto di vista. Da considerare anche la difficoltà del reperimento di alcune armi che, se non raccolte o non lasciate nel baule in determinati momenti del gioco, possono causare sei problemi di proseguimento dell'avventura, costringendo il giocatore, nel peggiore dei casi, a dover ricominciare la partita.

 

     
 
Story-line
 

 

Questo capitolo fornisce un contributo considerevole alla trama: finalmente si conoscono alcune tra le menti capostipiti dell’Umbrella, gli Ashford. Oltre ad apprendere come funzionassero le loro basi, si rivela molto della famiglia Ashford e della nuova via intrapresa da Wesker. Innanzitutto come sia decaduta la nobile famiglia e a causa di chi, oltre a presentare i discendenti e le loro ambizioni. La comparsa di Wesker ha sicuramente attirato molti fans, vedendolo all’opera e non più schierato con l’Umbrella, anzi, ostile e per conto di una non ben chiara casa farmaceutica. E poi è da non sottovalutare l'atteso ritorno nella serie di uno dei personaggi storici, Chris Redfield. Insomma, una miscela di incontri e scontri e battaglie per la sopravvivenza che si intrecciano alla crudeltà e l’avidità di uomini (ormai mostri) interessati unicamente al proprio tornaconto e folli piani di conquista del mondo.

 
     
 
Caratterizzazione dei personaggi
 
 

Il voto è più che meritato: stavolta protagonisti e antagonisti vengono veramente messi a nudo nelle loro emozioni. Il più significativo è lo sdoppiamento di personalità di Alfred, un vero colpo di scena nel gioco, dove si evidenzia sulla follia e devozione per la sorella, che quasi sfiora l’incesto. La stessa sorella non è da meno, se non per il fatto che si considera l’inviolabile regina di un mondo che deve rendere perfetto, il cui fratello è solo un mezzo, il sadismo e la crudeltà dei figli che non si fanno scrupolo di ridurre il proprio padre in un mostro pur di punirlo e prendere in mano le redini della famiglia. E oltre a questi due affascinanti personaggi, ritroviamo un ragazzo con dei problemi con la sua famiglia, che solo a pensarci gli provocano rabbia che sfoga in ben pochi modi. Anche la figura del carceriere Rodrigo anche se non incisiva rientra in questo quadro, quella di una persona che ha perso la speranza e ogni aspettativa dalla sua vita, accettando quasi l’incorrere degli eventi come punizione per i suoi crimini. Figura protagonista è anche Chris Redfield, giunto per salvare la sorella e ripiombato in un incubo, che però, esperto e veterano ormai di queste situazioni, affronta con sangue freddo e decisione, soprattutto al rispuntare di Wesker, che accende tra i due lo stesso desiderio di vendetta, chi per i propri compagni, chi per i piani andati in fumo. Un personaggio che come sempre anche nelle situazioni disperate non si perde d’animo e mantiene il sangue freddo, in gran parte incentivato dalla presenza di Wesker.

 

     
 
Difficoltà
 

 

Enigmi veramente numerosi, vari e di ogni genere. Bisognerà visitare e rivisitare lo stesso posto per essere sicuri di aver preso qualunque cosa ci serva, oltre a dover avere una memoria incredibile stavolta, perché bisognerà addirittura tornare nella prima stanza del gioco per ottenere degli aiuti. Gli enigmi facoltativi sono molti, ma è quasi indispensabile risolverli per poter arrivare al boss finale in condizioni di batterlo visto che sono necessarie veramente tante munizioni. Inoltre si può essere facilmente ingannati dallo scambio di personaggi, le cui armi possono essere scambiate solo lasciandole nel baule, costringendo se non si è in possesso di un salvataggio recente addirittura a ricominciare la partita. Ricordare tutte le porte trovate chiuse e intuire quando è il momento di tornarci, e anche i particolari più insignificanti si rivelano preziosissimi. Inoltre per la prima volta si ripercorre uno scenario con un personaggio diverso dove le sfide sono differenti, si può accedere a nuove aree e dove anche ricordare i particolari di un filmato può aiutare nella risoluzione degli enigmi (particolare molto apprezzato). Insomma, una sfida veramente ardua per le prime partite, in cui non è la mancanza di pallottole per armi meno potenti ad essere il problema ma proprio quelle delle munizioni più efficaci (troviamo qui il tipo di proiettile più potente della saga per lanciagranate, le munizioni a  gas ANTI B.O.W. e talmente rare che ce ne sono solo 3 in tutto il gioco).

 
     
 
Sonoro
 
 

La tetra atmosfera delle prigioni, fino alla villa degli Ashford, palazzo della follia, sono tutti luoghi che hanno saputo impressionare parecchio, sia per i lamenti sullo sfondo che per le gotiche musiche degli ambienti domestici dei gemelli. I sinistri rumori sono qui studiati molto bene, come anche le rilassanti musiche delle stanze di salvataggio, dove una volta usciti si ripiomba nell’incubo. Anche le musiche dei boss tendono più a risaltare lo scenario horror e desolato quanto quello di uno scontro epico, eccezion fatta per i combattimenti col Tyrant e Alexia. L’illuminazione è spesso scarsa nel gioco e qualsiasi suono può disorientarci e metterci in allarme, persino spaventati da un piccolo topolino. Anche i particolari meno rilevanti come il parco giochi dei sadici bambini o le bambole impiccate rendono veramente impressionanti i luoghi, dove anche una ninna nanna pare grottesca. Stupefacente. (N.d.W.: la musica dell'incontro tra Wesker e Alexia e del successivo scontro tra Chris e Alexia sono due delle migliori musiche mai prodotte per la serie di Resident Evil).

 
     
 
Valutazione Personale
 
 

È indubbio che abbia fatto un ottima impressione questo gioco. Il semplice ritorno di Chris Redfield è bastato per motivare molti fans a finire l'avventura, oltre naturalmente alla curiosità di apprendere nuove informazioni sugli eroi della saga. Per gli appassionati del genere ambienti tetri ed oscuri non sono mancati, anzi, avranno fatto prendere parecchi spaventi sebbene le entrate dei mostri fossero piuttosto lente e non dirette. Per ben due volte nel gioco si potrebbe pensare di averlo finito ma ecco che un nuovo imprevisto avviene e sconvolge gli eventi e costringe a trovare una nuova via di fuga. Lo scontro tra Wesker e Chris è stato sicuramente eccezionale, come anche poter vedere all’opera i poteri di Wesker e la mirabolante trasformazione di Alexia. Gli scontri epici non mancano come anche altri altrettanto avvincenti, come l’anatomista e l’Albinoid adulto, irrilevanti nella storia ma che hanno saputo cambiare e movimentare la vicenda tra mostri più comuni per i veterani della serie. Sicuramente da provare e goderselo fino in fondo.

 
     
 

Auron Wolfsong e Shin Bilstein

 
     

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