Resident Evil Dead Aim
 

 
Titolo

Resident Evil Dead Aim (ガンサバイバー4 バイオハザード「ヒーローズネバーダイ」 Biohazard Gun Survivor 4: Heroes Never Die)

Anno

2003

Piattaforma

Playstation 2

13 febbraio 2003

18 giugno 2003

11 luglio 2003

 

 

   
 

 

 

 

Preview:

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Official Website:

http://www.capcom-europe.com/residentevil/deadaim/index.html

 

Scheda del gioco

Personaggi

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Segreti

Miscellanea

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 
 
     

Ricordi quella città che fu distrutta dal T-virus, giusto? Raccoon City? E capisci che l'Umbrella Inc. è la responsabile dello sviluppo di quel virus mortale? E sai che nonostante le sue mani siano macchiate del sangue di migliaia di persone innocenti, l'Umbrella continua a sviluppare armi biologiche? Bene: quello che è successo dopo è stata l'inevitabile conseguenza del protrarsi delle loro sperimentazioni...

Tre giorni fa...

E' stato rubato un campione di T-Virus dal luogo di sicurezza in cui sono conservati i farmaci sperimentali  del centro di sviluppo farmaceutico di Parigi dell'Umbrella.

Ieri, nell'oceano Atlantico...

Una lussuosa nave da crociera con a bordo importanti personalità da tutto il mondo è stata dirottata. E' una nave dell'Umbrella.

   
     
 
Breve commento
 
 

Dopo i tentativi di scarso successo di portare Resident Evil nel rischioso ambito del genere "sparatutto in soggettiva" culminato con l'orribile Gun Survivor 2 e con l'intermezzo di un Gun Survivor legato alla saga Dino Crisis, la Capcom ci ha riprovato con Resident Evil Dead Aim. Abbandonate le velleità di ripercorrere ambientazioni conosciute come aveva tentato di fare il suo predecessore, Dead Aim catapulta il giocatore su una nave di proprietà dell'Umbrella, la Spencer Rain, in cui un misterioso individuo pare intenzionato a soggiogare per l'ennesima volta il mondo con le proprie aspirazioni da folle. Il gioco, nonostante sia possibile giocarlo anche con la pistola a infrarossi, propone comunque un'ambientazione completamente tridimensionale e una doppia veste d'approccio: una visuale in terza persona ma con la telecamera dietro le spalle del personaggio controllato (telecamera che comunque può essere aggiustata manualmente - e bisogna farlo spesso) e una visuale in  soggettiva. Se la prima visuale viene destinata alla mera esplorazione degli scenari, la seconda è prerogativa delle molte sezioni di combattimento, visuale che permette al giocatore di poter sbizzarrirsi sia con il pad della console ma molto più adatta all'utilizzo della pistola. Dead Aim assomiglia molto di più a un Resident Evil vecchio stile di quello che può sembrare a prima vista: ci sono vasti ambienti da esplorare, oggetti da raccogliere, porte da aprire, documenti da leggere, ma nonostante questo l'impostazione è quella di uno sparatutto convenzionale, data l'elevata quantità di nemici presenti sullo schermo, nemici molto aggressivi, una naturale evoluzione dei canonici zombie barcollanti a cui i vecchi capitoli avevano abituato i giocatori. Accanto a questa modalità di gioco ibrida, troviamo alcune nuove abilità dei personaggi (la possibilità di divincolarsi dalla presa di un mostro grazie alla pressione di un tasto al momento giusto, la possibilità di dare una sbirciatina da dietro gli angoli per controllare la situazione) e il ritorno di alcune abilità classiche, come ad esempio la classica giravolta di 180 gradi per fuggire rapidamente al nemico. Il menu appare rinnovato ma più nella grafica che nella sostanza, mentre spariscono le casse in cui riporre gli oggetti e i nastri con cui salvare i progressi di gioco. Tenendo conto della purtroppo brutta esperienza con i precedenti capitoli della serie Gun Survivor, Dead Aim fa comunque il suo bell'effetto, anche se non è di certo esente da difetti, primo fra tutti la storia alla base dell'avventura, che non fa che proporre un episodio a se stante riconducibile sì al passato e all'Umbrella, ma ponendolo sotto una luce che rasenta quasi il ridicolo e la sensazione di aver ormai cominciato a raschiare sul fondo del barile.

 
     
 
Valutazione: legenda
 

 

Ai fini di una valutazione globale del gioco nella maniera più obiettiva possibile, sono stati presi in considerazione diversi parametri e sono stati messi in relazione con gli altri titoli all'interno della saga e con ciò che era disponibile nel mercato al momento della pubblicazione del titolo. Le valutazioni vanno da uno a cinque:

 

Appena sufficiente

Si poteva fare di più

Buono

Ottimo

Perfetto

 
 
     
 
Grafica
 
 

Senza infamia e senza lode. Sebbene il primo livello, la nave, sia sensibilmente migliore rispetto ai seguenti, con buoni effetti di luce e un ambiente dettagliato e credibile, il resto è scarno, ripetitivo, troppo nella norma per un titolo della Playstation 2, console capace ben di altro. Sembra quasi che la maledizione dei Gun Survivor dal punto di vista grafico non faccia eccezione neppure con questo Dead Aim. Per fortuna che c'è la Spencer Rain, che da sola alza il punteggio di una stella.

 

     
 
Longevità
 

 

Come ogni Gun Survivor che si rispetti, l'avventura in sè non è molto lunga, tuttavia può essere affrontata in diverse livelli di difficoltà e con due personaggi diversi (anche se utilizzare l'uno o l'altra non modifica né la trama né il finale dell'avventura). Purtroppo non esistono extra come nei capitoli della serie regolare.

 
     
 
Giocabilità
 
 

Per godere appieno ciò che Dead Aim offre occorre giocarlo con la pistola. Sono possibili diverse combinazioni di gioco: solo con il pad, solo con la pistola, utilizzando entrambi e utilizzando il pad e il mouse. Una volta presa dimestichezza con i controlli di una delle combinazioni di gioco disponibili (e soprattutto di come posizionare la telecamera ogni volta ce ne sarà bisogno - troppo spesso) sparare alle creature presenti sullo schermo darà una certa soddisfazione.

 

     
 
Story-line
 

 

La creazione di una unità governativa anti-Umbrella è più che plausibile, dopo gli eventi narrati in Resident Evil 3. Plausibile anche che, come narrato nel retro della copertina, l'Umbrella abbia spostato i propri esperimenti in località più lontane dal continente e cerchi di "vendere" i propri prodotti sul mercato nero, lontana da occhi indiscreti. Quello che invece non è plausibile è cercare di ricondurre gli avvenimenti di Dead Aim alla serie principale di Resident Evil tirando in ballo presunti personaggi legati ai vecchi e notissimi laboratori segreti, presunte vendette e inimicizie, assurde combinazioni di due letali e storici virus che determinano addirittura la mutazione sessuale del soggetto infetto, con tanto di calzature con tacco a spillo. La trama di Dead Aim non offre nient'altro che un episodio a se stante di ciò che avrebbe dovuto essere uno scontro tra il governo e l'Umbrella, ma lo pone sotto un punto di vista distorto che alla fin fine fa dell'Umbrella quasi una vittima delle follie di un uomo assetato di vendetta alla James Marcus, che non esita a rubare dei campioni di virus e a utilizzarli per scopi ben distanti le mire della multinazionale farmaceutica. Ne risulta una trama che mostra sì alcuni degli esperimenti più bizzarri dell'Umbrella ma che non mostra altro se non la battaglia tra l'agente governativo di turno e un folle ex dipendente dell'Umbrella che vuol fondare il regno della bellezza, con l'ennesimo incidente provocato ad arte come sfondo e un finale stile film di 007 con l'eroe che conquista le grazie della fanciulla di turno. Se poi si considera che già un Resident Evil, il Gaiden per Gameboy, era stato ambientato su una nave, la valutazione finale non può che essere la seguente.

 
     
 
Caratterizzazione dei personaggi
 
 

Sia Bruce McGivern che Fongling risultano essere due antipatici stereotipi di eroi già visti e rivisti. Anche dal punto di vista semplicemente estetico, i due non ispirano neppure un briciolo di simpatia, risultando essere quasi fastidiosi nelle scene filmate in cui interagiscono tra di loro o con altri personaggi. Gli "altri personaggi" sono Morpheus D. Duvall. Sebbene le sue intenzioni siano palesemente e volutamente sibilline (in un file finale si menziona un regno della bellezza situato in Africa) l'antagonista è mostrato con un certo spessore, anche se il suo operato si riduce a una mera imitazione di quanto aveva fatto William Birkin nel 1998, ma decisamente in tono minore. I mostri migliori sono rappresentati dagli zombie, mentre per altri si raggiungono toni che rasentano il ridicolo (gli Hunter, seppur siano i più grossi Hunter di ogni resident Evil, sembrano delle rane saltellanti, il Tyrant fallito pare uscito da una comica di cattivo gusto) e per altri ancora non resta che mollare il pad o la pistola e domandarsi perchè diavolo la Capcom abbia deciso di inserirli. Imbarazzante.

 

     
 
Difficoltà
 

 

Se affrontato nelle modalità di base Dead Aim non rappresenta uno scoglio affatto insormontabile. Qualche problema può sorgere se giocato nelle modalità più difficili, in cui scarseggiano di più munizioni e oggetti di recupero, ma niente di cui preoccuparsi se armati di pistola a infrarossi. La cosa si fa leggermente più impegnativa se non si dispone della G-Con, soprattutto negli scontri finali con Morpheus.

 
     
 
Sonoro
 
 

Niente di eclatante. Effetti sonori nella norma, musiche non particolarmente evocative, la voce data a Bruce McGivern che personalmente non mi piace nemmeno un po' e non fa che rendere ancora meno simpatico il personaggio di quanto già non sia di suo.

 
     
 
Valutazione Personale
 
 

Nonostante non sia di certo un gran episodio degno di essere ricordato più di altri, Dead Aim rappresenta finalmente un Gun Survivor che diverte, unendo la classica esplorazione alla Resident Evil a momenti di combattimento sfrenato propri di giochi arcade o sparatutto in soggettiva. Ritenuto da molti come l'anticamera di Resident Evil 4, secondo il mio modesto parere Dead Aim non ne è nemmeno un lontano parente, anche se ha il pregio di aver cercato una soluzione accettabile per quanto riguarda un rinnovamento nella visuale di gioco in terza persona, soluzione che in Resident Evil 4 è poi evoluta rasentando la perfezione.

 
     
 

Shin Bilstein

 
     

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