Per celebrare i dieci anni di vita della
terrificante saga horror, Capcom ha progettato una nuova
incarnazione del capostipite della saga appositamente per la
console portatile della grande N. Dopo la versione Director's
Cut (che poi tanto Director's Cut per noi europei non era), dopo
le magnificenze grafiche della versione Rebirth per Nintendo
Gamecube, ecco sbarcare negli slot dei possessori di Nintendo DS
Resident Evil Deadly Silence, piacevole tuffo nel passato per i
nostalgici fan della serie con tutte le innovazioni di
giocabilità che il touch screen della console può permettere
(utilizzo del coltello tramite la stilo, enigmi in cui occorre
utilizzare non solo la stilo ma anche il microfono, come
rianimare con la respirazione artificiale il povero Kenneth dopo
che è stato morso da Yawn), ma sicuramente anche occasione
ghiotta per le nuove generazioni di giocatori che si sono
avvicinati alla serie senza aver avuto l'occasione di provare il
mitico primo capitolo. Nella minuscola cartuccia del gioco
possiamo ritrovare la versione primordiale di Resident Evil
pubblicata nel 1996 per Playstation, accanto a una versione
rinnovata chiamata Rebirth in cui compaiono alcune delle
features che Shinji Mikami, il creatore della serie, avrebbe
voluto inserire sin dall'inizio nella sua creatura: possibilità
di utilizzare il coltello con inquadratura in prima persona,
personaggi che possono liberarsi dalle prese degli zombie a suon
di calci e ginocchiate, senza poi contare tutta una serie di
nuovi enigmi appositamente realizzati per sfruttare appieno le
possibilità di gioco del Nintendo DS. Sono state introdotte
anche alcune nuove modalità che ampliano notevolmente la
longevità del titolo: Master of Knifing, una sorta di Battle
Mode in prima persona in cui il giocatore deve affrontare a
colpi di coltello l'orda di mostri che inevitabilmente vuole
farlo a pezzi, e una modalità cooperativa tra più giocatori
tramite la quale affrontare in gruppo i mostri che infestano
Villa Spencer in appositi livelli creati per l'occasione.
L'utilizzo del Wi-fi per il gioco online non pare essere stato
confermato, ma nel caso fosse possibile sarebbe la ciliegina
sulla torta per tutti coloro che sono rimasti con l'amaro in
bocca dopo aver giocato i titoli di Resident Evil Outbreak.
Shin
Bilstein
Valutazione:
legenda
Ai fini di una valutazione globale del
gioco nella maniera più obiettiva possibile, sono stati
presi in considerazione diversi parametri e sono stati messi
in relazione con gli altri titoli all'interno della saga e
con ciò che era disponibile nel mercato al momento della
pubblicazione del titolo. Le valutazioni vanno da uno a
cinque:
Appena sufficiente
Si poteva fare di più
Buono
Ottimo
Perfetto
Grafica
Si tratta essenzialmente di Resident Evil del 1996 trasportato
su una console portatile odierna: i fondali appaiono ben fatti
ma con tutte le limitazioni del caso, mentre i personaggi hanno
un aspetto sensibilmente migliore alla loro originale
controparte di 10 anni fa. Tutto sommato è un'ottima trasposizione
ma senza gridare al miracolo. Si tratta pur sempre di un gioco
che, sebbene non sfiguri tra le produzioni attuali, sulle spalle
ha sempre i suoi anni. Il filmato iniziale e quelli dei vari
finali appaiono poco definiti, ma tuttavia accettabili, se si
calcola che tutto il gioco è contenuto in una minuscola
cartuccia e il monitor del Nintendo DS non è di certo enorme.
Longevità
Con due modalità di gioco principale (Classica e Rinascita), il
mini gioco Master of Knifing, un sacco di personaggi da
sbloccare per le modalità Cooperativa e Versus da giocare fino a
un massimo di 4 giocatori, Resident Evil Deadly Silence va a
colmare l'assoluta carenza di bonus del suo capostipite e
assicura svariate ore di divertimento, da soli oppure in
compagnia.
Giocabilità
La giocabilità è più o meno la stessa dell'originale, ma con
alcune aggiunte importanti: la classica giravolta di 180° per
sfuggire dalle situazioni più rischiose, ormai un classico della
serie, e la possibilità di caricare l'arma in qualsiasi momento
senza dover entrare nel menù per combinare tra loro arma e
proiettili (introdotta da Resident Evil 4). A queste due innovazioni si aggiungono alcune azioni
specifiche che solo la console di casa Nintendo può consentire
grazie al touch screen e al microfono (in modalità Rinascita ci
si può liberare dagli zombi utilizzando la stilo, mossa che
consente ai protagonisti di liberarsi con un calcio ben
assestato); alcune sezioni consentono solo l'utilizzo del
coltello e sono in prima persona, coltello che, come in
Resident Evil 4, sparisce dall'inventario per rimanere sempre a
disposizione del giocatore; alcuni dei nuovi enigmi consentono
al giocatore di interagire con l'ambiente o con altri personaggi
tramite l'utilizzo del microfono - un esempio su tutti la
possibilità di praticare la respirazione artificiale a Richard,
ferito da Yawn, utilizzando Jill Valentine). Utilissima anche la
mappa, sempre presente sullo schermo superiore della console, il
cui sfondo cambia di colore a seconda del livello di salute del
personaggio.
Story-line
Il gioco non aggiunge novità a livello di trama come invece era
accaduto per il remake pubblicato su Nintendo Gamecube, ma
tuttavia resta attuale, coinvolgente, ricca di suspance e
con una buona dose di colpi di scena. Certo, per coloro che già
sanno cosa aspettarsi avendo giocato all'originale non ci
saranno salti sulla sedia, ma l'aggiunta delle sezioni in prima
persona in cui utilizzare solo il coltello possono far sentire
una discreta tensione, perchè avvengono in momenti non
prestabiliti.
Caratterizzazione dei personaggi
Leggermente
migliori nell'aspetto rispetto a quelli del 1996, tuttavia i
personaggi soffrono degli stessi difetti dopo 10 anni, con la
medesima aggravante di un doppiaggio ai limiti dell'insulsaggine
e dialoghi a volte paradossali che possono minare la tensione e
sminuire alcuni momenti d'atmosfera. L'unico che si salva è
Albert Wesker.
Difficoltà
L'introduzione di nuove
abilità come la mira automatica, l'utilizzo della virata
di 180° e la possibilità di caricare l'arma in tempo reale vanno
a minare la difficoltà generale del gioco. A questo però sono da
contrapporre i nuovi enigmi della modalità Rinascita che
contribuiscono, quanto meno, a spezzare i momenti di
combattimento invitando il giocatore a ragionare su come
comportarsi. Resta comunque il fatto che chi non ha giocato a
Resident Evil del 1996 potrebbe trovarlo molto difficoltoso in
entrambe le modalità, grazie al massiccio uso del backtracking
soprattutto nella prima metà dell'avventura, che spinge il
giocatore a rivisitare aree esplorate non al 100% alla ricerca
di particolari stanze o di determinati oggetti che potrebbero non essere
facilmente rintracciabili, nonostante la mappa bene in vista.
Sonoro
Le musiche sono quelle originali, cupe e
d'atmosfera, con un paio di aggiunte nella modalità Rinascita;
gli effetti sonori perfettamente riprodotti, i versi degli zombi
e il loro incedere zoppicante possono realmente far scorrere un
brivido lungo la schiena del giocatore. Giocato con le cuffie,
Resident Evil Deadly Silence è un vero spettacolo.
Valutazione
Personale
E' un remake
leggermente aggiornato a livello di giocabilità e con un paio di
mini giochi interessanti. Per tutti coloro che hanno amato il
primo episodio come il sottoscritto è un must, per poter portare
ovunque si vada il capostipite di una saga entrata a giusto
titolo nell'olimpo dell'intrattenimento videoludico.