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Annunciato da tempo, molto atteso dai fan di
tutto il mondo, Resident Evil Outbreak ripropone la tragedia di
Raccoon City dal punto di vista di alcuni normali cittadini alle
prese con i mostri generati dall'incidente nei laboratori
sotterranei dell'Umbrella. Il gioco si differisce molto dai
capitoli della saga principale, pur riproponendone le
ambientazioni e la dinamica: è diviso in scenari ed è stato
espressamente costruito per essere giocato online in
multi-player, componente fondamentale che inspiegabilmente viene
a mancare nella versione PAL del primo episodio, determinandone
l'insuccesso. I personaggi che possono essere utilizzati
contemporaneamente dai giocatori sono tre, scelti da un cast di
otto, ognuno dei quali con le proprie caratteristiche specifiche
comportamentali e di combattimento. I protagonisti possono
chiedere aiuto ai loro compagni, scambiarsi oggetti come
avveniva in Resident Evil Zero tra Rebecca e Billy, cooperare in
qualsiasi modo per portare a termine lo scenario. Componente
innovativa del gioco è l'infezione da T-Virus che deve essere
tenuta sotto controllo tramite l'assunzione di farmaci e che, se
raggiunge il 100%, determina la morte del personaggio e la sua
successiva trasformazione in uno dei numerosissimi zombie che
infestano la città. La grafica è interamente tridimensionale e
ripropone alcuni degli scenari classici della serie principale,
come il laboratorio in cui lavorava William Birkin o la centrale
di polizia in cui il novellino Leon S. Kennedy entrò credendo di
trovarsi finalmente al sicuro. Si possono incontrare nemici
classici, come i Licker e gli Hunter, più nuovi nemici derivati
dal propagarsi dell'infezione, come gli animali dello zoo di
Raccoon City. Diversamente dagli altri capitoli, i nemici non si
trovano stabilmente in alcune locazioni esclusive, ma seguono i
giocatori costantemente, come faceva in alcuni tratti di gioco
Nemesis di Resident Evil 3, determinando situazioni
claustrofobiche in cui i personaggi sono braccati senza sosta
dalle orribili creature che infestano gli scenari. Ogni
personaggio può utilizzare armi ma anche oggetti comuni come
spranghe o addirittura spazzoloni per le pulizie per far fronte
alle minacce, tenendo comunque conto che gli oggetti comuni sono
suscettibili a usura e quindi si possono spezzare con l'utilizzo
(o addirittura essere distrutti dagli attacchi dei nemici);
possono compiere anche azioni esclusive, come mosse evasive
oppure attacchi speciali. Nonostante le ottime premesse, i due
capitoli di Resident Evil Outbreak sono stati accolti
tiepidamente dalla critica del settore, considerandoli
semplicemente dei giochi forse troppo arcade che, nonostante il
multi-player, non portano assolutamente nulla di nuovo
all'interno della serie. Come dire... episodi che potevano essere
benissimo non sviluppati. Dall'altra parte però si trovano
coloro che invece hanno acclamato con pareri positivi i nuovi
giochi, perchè direttamente collegati agli episodi storici della
serie e quindi degni di essere definiti come Resident Evil più
di quanto lo sarebbe stato di lì a poco Resident Evil 4. Da
applaudire, comunque, il filmato introduttivo del primo
Outbreak, che mostra cosa accade sotto la città pochi istanti
prima del propagarsi dell'infezione, con tanto di William Birkin
mutato e una costruzione sonora e visiva ben azzeccata. Da
criticare invece la scelta di aver diviso in due file il
gioco: i due titoli infatti non sono uno il seguito
dell'altro, ma fanno parte di un unico progetto di Resident
Evil diviso in scenari. |