Dopo tanti mesi
di silenzio dopo l'annuncio della sua pubblicazione, e dopo
tanti rumors su come avrebbe dovuto o non avrebbe dovuto
essere, ecco arrivare finalmente le prime conferme per
l'attesissimo titolo Resident Evil The Umbrella Chronicles.
Capcom svela qualcosa della sua creatura per Nintendo Wii
pubblicando un breve trailer nel sito ufficiale del titolo,
trailer in cui si vedono cooperare insieme Chris Redfield e
Jill Valentine all'interno di villa Spencer all'epoca
dell'incidente che portò alla luce i segreti dell'Umbrella
(come fu riportato in tempi non sospetti dal volume
ufficiale Resident Evil Archives); vediamo inoltre Billy
Coen e Rebecca Chambers farsi strada per i lugubri corridoi
della training facility del dottor James Marcus e un
misterioso Albert Wesker in tenuta Resident Evil 4 togliersi
i famigerati occhiali da sole. Un recente articolo
pubblicato dalla rivista specializzata Famitsu rivela che
The Umbrella Chronicles sarebbe uno sparatutto in soggettiva
stile Gun Survivor in cui l'azione scorre su rotaie alla
House of the Dead della Sega, ma concedendo di tanto in
tanto momenti esplorativi in vecchio stile e alcuni bivi in
cui fare una scelta come già visti nel primo titolo della
serie Gun Survivor e in Resident Evil 3. Il titolo andrebbe
a ripercorrere le tappe della vicenda legata all'Umbrella
dall'incidente nelle montagne Arklay fino alla sua triste
conclusione con la distruzione di Raccoon City di Resident
Evil 3, anche se ancora nulla si sa con certezza riguardo
gli scenari che dovrebbero far riferimento a Resident Evil 2
e Resident Evil 3. Non è ancor certo poi se le due previste
modalità di gioco annunciate inizialmente (modalità Story e
modalità Arcade - tipo i Mercenari di Resident Evil 4)
saranno mantenute entrambe. Al di là di questi misteri, il
gioco si presenta comunque bene dal punto di vista visivo,
anche se occorre sempre tener conto che al momento la
percentuale di completamento rimane molto bassa, il 25%
circa. Restiamo quindi in attesa di ulteriori notizie a
riguardo.
Scans
Collection (last update
07 novembre 2007)
Valutazione:
legenda
Ai fini di una valutazione globale del
gioco nella maniera più obiettiva possibile, sono stati
presi in considerazione diversi parametri e sono stati messi
in relazione con gli altri titoli all'interno della saga e
con ciò che era disponibile nel mercato al momento della
pubblicazione del titolo. Le valutazioni vanno da uno a
cinque:
Appena sufficiente
Si poteva fare di più
Buono
Ottimo
Perfetto
Grafica
La
grafica di Resident Evil sembra non aver fatto evidenti
passi in avanti rispetto alla platform Nintendo che l’ha
precedentemente ospitato: i modelli dei mostri sono
recuperati dai vari capitoli e resi più definiti e
dettagliati ( se realmente più si poteva da quelli del
Rebirth e di Resident Evil 0…). Gli sfondi e le
ambientazioni saranno anche resi realistici e ben definiti
al dettaglio ma non si notano particolari evoluzioni che
abbiano cercato di sfruttare al meglio la console Wii,
lasciando quasi pensare che l’impigrito staff Capcom abbia
voluto puntare troppo sui precedenti successi grafici
piuttosto che fornire ai fan qualcosa di nuovo.
Longevità
Un gioco del genere non
può aspettarsi di avere vita lunga prima di tornare nella
custodia: diviso in vari scenari e livelli il giocatore
dovrà cercare di esplorarli il più possibile per svelare i
segreti che cela (files, armi nascoste, percorsi
alternativi) mirando e distruggendo qualsiasi cosa gli
capiti a tiro. Ogni scenario inoltre non impegna più di
10-15 minuti, fornendo un divertimento essenziale e spiccio,
in cui la tensione si spezza facilmente (anche grazie ai
vari check-point sparsi negli scenari). La rigiocabilità è
quindi limitata a meno che non si voglia vedere il diverso
effetto di un vaso rotto distrutto da armi diverse…e ogni
scenario perde quindi di interesse una volta recuperati
tutti i file e il rango massimo. Praticamente inutile la
scelta del personaggio con cui affrontare lo scenario se non
il modo in cui si libera dalla presa dei nemici (oltre
all’arma iniziale, se già non si è sbloccata). Ricominciare
il gioco da capo è quindi stimolante solo se non ancora
completato al livello massimo di difficoltà. Il tutto senza
contare l’orribile mini-game sbloccabile.
Giocabilità
Familiarizzare con il
Wiimote giocando a Resident Evil: The Umbrella Chronicles
sicuramente fornisce un esperienza ludica originale e
innovativa: stavolta la mira sarà totalmente affidata al
polso fermo del giocatore rendendo più realistico lo scontro
con i mostri in cui si dovranno avere riflessi pronti nel
gestire l'originale pad per sopravvivere. Tuttavia rispetto
a Resident Evil 4 neanche qui si hanno particolari passi
avanti: le reazioni diverse a seconda del punto in cui viene
colpito il nemico sono sicuramente eredità di questo
capitolo così come quello di poter fracassare l’ambiente
circostante. Inoltre neanche i QTE forniscono qualcosa di
nuovo…se non i gesti e i tasti da eseguire. Anche qui sembra
che la Capcom si voglia affidare troppo ai successi
precedenti.
Story-line
Se di storia si può
parlare, questa riguarda sostanzialmente solo le vicende
oscure di Wesker (peraltro trattate in modo piuttosto
sintetico e superficiale) e gli scenari in Russia. Rivivere
gli avvenimenti dei precedenti capitoli in un'altra ottica è
interessante ma assolutamente obsoleto, tanto più che
sarebbe stato meglio incentrare la trama sul cattivo della
serie piuttosto che dedicargli pochi scenari. Per chiudere
le vicende del passato sono stati arrangiati nuovi eventi
nascosti, spesso incoerenti con la trama precedente, altri
invece totalmente fuori luogo (come la Red Queen, pessima
ispirazione cinematografica) che hanno dato le basi per gli
scenari in Russia, calando il sipario sull’Umbrella in
maniera affrettata e deludente (senza contare che il terzo
capitolo è stato totalmente stravolto in peggio con la forte
influenza degli spin-off - Outbreak su tutti). I file, che
richiedono comunque impegno per essere recuperati, non
contengono alcuna rivelazione consistente, anzi, alcuni sono
addirittura gli stessi dei precedenti capitoli. Tanto più
che anche se l’Umbrella è finita, il suo ultimo fondatore
resta in circolazione, lasciando l’impressione che il
vecchio minestrone possa essere nuovamente riscaldato (con
il rischio di ulteriori incoerenze di trama che si sono
venute a creare con l’Umbrella Chronicles, che invece di
tappare i buchi ne ha creati di nuovi). Un pessimo riassunto
della saga principale per i nuovi arrivati nel mondo di
Resident Evil, pigri come i creatori di questo capitolo, nel
giocare quelli precedenti…
Caratterizzazione dei personaggi
Anche qui l’unico veramente degno di
attenzione è Albert Wesker: rivivere i momenti più salienti
della sua ascesa e del suo tradimento è sicuramente
l’aspetto più interessante di tutto il gioco. Suo rivale non
è più Chris Redfield ma il nuovo personaggio confezionato
per l'occasione, Sergei Vladimir, un personaggio misterioso
che nasce e muore troppo in fretta perché possa incidere con
la sua presenza all’interno della trama. Sembra quasi che a
competere con Wesker quanto ad attenzione sul profilo
psicologico sia Richard Aiken, maggiormente curato dei
personaggi principali della serie…
Difficoltà
L’aria Survival è stata quasi totalmente
eliminata: in una serie dove bisognava sapersi muovere per
evitare i nemici e individuare il momento giusto per sparare
e scappare, ora bisogna pensare unicamente a dove si mira
(cercando di eseguire gli headshot sugli zombie, con la
dovuta calma e pazienza) visto che il personaggio agisce da
solo (spesso in interessanti evoluzioni) senza doversi
preoccupare delle munizioni (più che abbondanti anche ai
livelli più alti difficoltà). L’arsenale di cui si dispone
cresce man mano ed è potenziabile senza problemi (basti
pensare che i punti che consentono di migliorarle si possono
ottenere rigiocando più volte anche gli scenari più
semplici), al contrario del quarto capitolo dove come minimo
bisognava saper spendere il proprio denaro o concentrarsi
nel cercare tesori nascosti. Se da un lato si poteva
storcere il naso quando a lasciare i proiettili erano i
nemici uccisi, di sicuro qui il problema è stato addirittura
soppresso visto l’enorme quantitativo di proiettili sparsi
per il gioco (peraltro l’utilizzo delle armi più potenti
sbloccate è disponibile anche negli scenari precedenti
rendendo così ridicolo sbloccare il rango più elevato e i
file). La strategia dei mostri e dei boss è anch’essa
abbastanza elementare e facilmente intuibile, tanto che
alcuni punti deboli sono comunque impossibili da mancare (e
bisognerebbe chiedere scusa a Nemesis per come è stato
trattato, uno dei boss più affascinanti e difficili della
serie ridotto a uno zombie più resistente del solito).
Sonoro
Le musiche sono uno dei
pochi pregi di questo gioco, esaltano il ritmo dei
combattimenti e l’esplorazione dei luoghi (oltre a creare
dei veri e propri leit-motive per i personaggi che si stanno
utilizzando) anche se non contribuiscono a caratterizzare
gli ambienti più di tanto (dove d’altronde il sottofondo non
sono più i respiri di nemici nascosti ma l’esplosione di
proiettili). A generare un po’ di paura sono ormai rimasti i
versi dei vecchi nemici del passato (come il brontolio dei
Crimson Head o Lisa Trevor). Anche se la maggior parte delle
musiche è totalmente nuova, gli effetti più riusciti restano
i successi del passato.
Valutazione
Personale
L’idea di questo capitolo era più che buona.
La messa in atto però è inutile dire che sia stata oltremodo
deludente. Passato l’iniziale eccitamento nel manovrare un
tipo di joystick nuovo per affrontare in maniera diversa un
Resident Evil, una volta presa confidenza con il gioco tutto
assume una meccanicità prevedibile. Aldilà di questi difetti
di realizzazione, è sicuramente la trama la pecca maggiore:
sarebbe stato meglio dedicare l’intero capitolo ad Albert
Wesker e alle sua macchinazioni nascoste, di cui comunque
sappiamo poco più di prima. Ci si aspettavano dei
chiarimenti sui Wesker Reports e altri eventi appresi solo
tramite i files, non nuove improbabili aggiunte fini a sé
stesse che cozzano soltanto con la trama (e che non
risolvono vecchie questioni, come ad esempio si sia salvata
Ada Wong dal laboratorio sotterraneo invece di ritrovarcela
direttamente bendata in giro per Raccoon City). L’Umbrella è
finita ma in modo affrettato e immeritevole così come è
stata trattata la saga in questo capitolo.