Resident Evil The Umbrella Chronicles
 

 
Titolo

Resident Evil The Umbrella Chronicles    バイオハザード アンブレラ・クロニクルズ(Biohazard Umbrella Chronicles)

Anno

2007

Piattaforma

Nintendo Wii

15 novembre 2007

15 novembre 2007

27 novembre 2007

 

 

 

 

Preview:

 Wii Zapper

 

 

   
Official Website:

http://www.capcom.co.jp/bio_uc

 

Scheda del gioco

Personaggi

Mostri

Files

Armi

Video

Soluzione

Segreti

Miscellanea NEW

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 
 
 

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Breve commento pre E3 2007
 
 

Dopo tanti mesi di silenzio dopo l'annuncio della sua pubblicazione, e dopo tanti rumors su come avrebbe dovuto o non avrebbe dovuto essere, ecco arrivare finalmente le prime conferme per l'attesissimo titolo Resident Evil The Umbrella Chronicles. Capcom svela qualcosa della sua creatura per Nintendo Wii pubblicando un breve trailer nel sito ufficiale del titolo, trailer in cui si vedono cooperare insieme Chris Redfield e Jill Valentine all'interno di villa Spencer all'epoca dell'incidente che portò alla luce i segreti dell'Umbrella (come fu riportato in tempi non sospetti dal volume ufficiale Resident Evil Archives); vediamo inoltre Billy Coen e Rebecca Chambers farsi strada per i lugubri corridoi della training facility del dottor James Marcus e un misterioso Albert Wesker in tenuta Resident Evil 4 togliersi i famigerati occhiali da sole. Un recente articolo pubblicato dalla rivista specializzata Famitsu rivela che The Umbrella Chronicles sarebbe uno sparatutto in soggettiva stile Gun Survivor in cui l'azione scorre su rotaie alla House of the Dead della Sega, ma concedendo di tanto in tanto momenti esplorativi in vecchio stile e alcuni bivi in cui fare una scelta come già visti nel primo titolo della serie Gun Survivor e in Resident Evil 3. Il titolo andrebbe a ripercorrere le tappe della vicenda legata all'Umbrella dall'incidente nelle montagne Arklay fino alla sua triste conclusione con la distruzione di Raccoon City di Resident Evil 3, anche se ancora nulla si sa con certezza riguardo gli scenari che dovrebbero far riferimento a Resident Evil 2 e Resident Evil 3. Non è ancor certo poi se le due previste modalità di gioco annunciate inizialmente (modalità Story e modalità Arcade - tipo i Mercenari di Resident Evil 4) saranno mantenute entrambe. Al di là di questi misteri, il gioco si presenta comunque bene dal punto di vista visivo, anche se occorre sempre tener conto che al momento la percentuale di completamento rimane molto bassa, il 25% circa. Restiamo quindi in attesa di ulteriori notizie a riguardo.

 
     
 
Scans Collection (last update 07 novembre 2007)
 
 

 
     
 
Valutazione: legenda
 

 

Ai fini di una valutazione globale del gioco nella maniera più obiettiva possibile, sono stati presi in considerazione diversi parametri e sono stati messi in relazione con gli altri titoli all'interno della saga e con ciò che era disponibile nel mercato al momento della pubblicazione del titolo. Le valutazioni vanno da uno a cinque:

 

Appena sufficiente

Si poteva fare di più

Buono

Ottimo

Perfetto

 
 
     
 
Grafica
 
 

La trasposizione in 3D dei fondali pre-renderizzati di Resident Evil Zero e Resident Evil Rebirth è stata fatta in maniera maniacale, tant'è che i luoghi già visti precedentemente sono immediatamente riconoscibili anche se visti da una diversa prospettiva. Lo scenario relativo a Resident Evil 3 ha invece attinto, per chissà quale ragione, agli scenari tridimensionali visti in Resident Evil Outbreak, mostri compresi, miscelandoli in maniera non proprio soddisfacente con elementi propri di Resident Evil 3. I personaggi, pur fedeli alle loro controparti storiche, sembrano però essere tirati via, in particolar modo Wesker, che nello scenario finale sembra essere un manichino in abito scuro.

 

     
 
Longevità
 

 

La longevità di un gioco come questo, con una struttura fortemente arcade, a prima vista potrebbe essere poca, ma se si mettono sulla bilancia le diverse difficoltà con cui affrontarlo e la sfida di raccogliere tutti i files e ottenere le valutazioni più elevate, allora il discorso cambia. Tuttavia, i livelli sono brevi da portare a termine... ma intensi.

 
     
 
Giocabilità
 
 

Resident Evil The Umbrella Chronicles non è un gioco difficile da affrontare se il giocatore ha qualche minima esperienza di sparatutto arcade in stile House of The Dead. Il Wiimote (o lo Zapper) risulta essere facilmente utilizzabile per mirare gli oggetti o i mostri e crivellarli di colpi. Leggermente più impegnativo è riuscire a mirare e colpire il punto debole dei nemici (per eseguire un headshot-instant-kill contro uno zombie, ad esempio), dal momento che la porzione di mostro dedicata a questi colpi è davvero minuscola e occorre una buona mira e una mano decisamente ferma per eseguirli. Ma tutto sommato, dopo un po' di pratica, non risulta essere troppo complicato.

 

     
 
Story-line
 

 

La vera pecca di questo titolo è la storia: se da un lato abbiamo rivelazioni e retroscena succulenti su alcuni personaggi (Rebecca nella villa di Spencer, Ada nella fuga da Raccoon City, ma soprattutto Albert Wesker dalla rinascita alla fine dell'Umbrella), dall'altra abbiamo una specie di sommario raffazzonato di ben tre episodi di Resident Evil, uno dei quali ben poco fedele (quello ispirato a Resident Evil 3), ma anzi totalmente differente in ogni suo punto, compresi i combattimenti contro i boss. Nemmeno l'introduzione del nuovo capitolo ambientato in Russia e del nuovo personaggio Sergei Vladimir contribuisce ad elevare la solidità della story-line di The Umbrella Chronicles, se non dal punto di vista di Albert Wesker, su cui il titolo, a mio parere, avrebbe dovuto essere incentrato dall'inizio alla fine.

 
     
 
Caratterizzazione dei personaggi
 
 

I personaggi sono presentati come sono sempre stati, senza ulteriori approfondimenti se non per Albert Wesker, che risulta essere il personaggio meglio evidenziato. Sergei Vladimir, la new entry nella serie, non risalta più di tanto, presentato sotto forma di uomo ossessionato dall'Umbrella non perchè ci creda ma solo come atto di riconoscenza verso Spencer che lo ha accolto nella "famiglia". Anche la sua trasformazione appare banale, tirata via e di cattivo gusto, una B.O.W. senza senso che compie attacchi ridicoli. Gli altri personaggi restano nella media: le poche cutscenes in cui interagiscono tra di loro non li salvano da una realizzazione mediocre, che è pur un punto costante della serie, eccezion fatta per il Code: Veronica.

 

     
 
Difficoltà
 

 

Come accennato precedentemente, la difficoltà di un titolo di questo genere, al di là dei livelli di difficoltà introdotti, sta solo nel giocatore, nella sua mira e nella sua mano ferma. Il vasto arsenale di armi (e di munizioni presenti nei vari livelli) consente di muoversi con estrema sicurezza anche nelle situazioni apparentemente caotiche; i boss ripetono per 3 quarti dei combattimenti il solito pattern di attacchi, che basta memorizzare per sapere bene cosa e quando fare. Ci si poteva aspettare di più, ma dopotutto lo scopo del gioco è stato rendere Resident Evil accessibile anche ai casual gamer e dunque non renderlo troppo complicato, come in realtà era stato fino a quel momento.

 
     
 
Sonoro
 
 

Il comparto sonoro di The Umbrella Chronicles non ha nulla da invidiare a un altro titolo del suo genere. Certo è che molta dell'atmosfera dei titoli da cui ha attinto è andata persa con l'introduzioni di musiche più ritmate e più melodiche. Gli effetti sonori dei mostri è nella norma, unica vera pecca la "robottizzazione" della voce di Nemesis, che più che incutere timore come nell'originale di Resident Evil 3, fa sorridere e... imprecare.

 
     
 
Valutazione Personale
 
 

Se The Umbrella Chronicles fosse stato un titolo tutto incentrato su Albert Wesker, anche con l'impostazione in prima persona e da sparatutto arcade, la valutazione globale sarebbe stata sicuramente superiore. La pecca di questo titolo, oltre a una realizzazione generale che pare frettolosa, è voler riproporre in una manciata di minuti quanto già visto in passato e con un gameplay che mal si integra con quanto si vuole raccontare. Resident Evil, nato come Survival Horror, viene riproposto sotto forma di sparatutto arcade che sì diverte, ma che si discosta in maniera abissale dai suoi illustri predecessori anche perchè non offre quell'atmosfera e quella profondità a cui i fan della serie sono abituati. Il titolo appare più come un test per la console più che un reale capitolo parte della saga. La sua unica salvezza da un voto misero è quanto riguarda Albert Wesker e a quel misero collegamento con Resident Evil 4.

 
     
 

Shin Bilstein

 
     

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