Resident Evil Zero
   
Titolo

Resident Evil Zero (Biohazard Zero)

Anno

2002 - 2003 - 2008

Piattaforma

Nintendo Gamecube, Nintendo Wii

NTSC-J

21 novembre 2002

NTSC

12 novembre 2002

PAL

7 marzo 2003

NTSC-J (Wii)

estate 2008

   
   
   
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Official Website:

http://www.capcom.co.jp/bio0

Official Website:

http://www.capcom.co.jp/wii_bio0

   
 
   

   
 
 

 

1998: strani casi di omicidio si sono verificati nei dintorni di Raccoon City, una cittadina del Midwest statunitense. I rapporti della polizia locale parlavano di intrusioni all'interno di case di civili da parte di "mostri che si nutrono di carne umana". Immediato è stato l'ordine di inviare sul posto l'unità speciale S.T.A.R.S. per investigare. Il team Bravo è stato il primo a partire per la missione, ma a causa di un guasto inspiegabile dell'elicottero è stato costretto a un atterraggio di emergenza in una fitta e oscura foresta sulle montagne Arklay, nei pressi di Raccoon City. Il team Bravo però non sapeva che stava andando incontro a un vero e proprio incubo...

 

   
     
 
Breve commento
 
 

Atteso inutilmente per anni sulla console N64, Resident Evil Zero esce dopo pochi mesi dalla pubblicazione del remake del primo episodio per Nintendo Gamecube per portare i fan della serie agli eventi che precedettero l'avventura horror di Villa Spencer e che condussero la squadra Bravo della S.T.A.R.S. verso la completa decimazione dei suoi membri. Il gioco presenta, oltre a una grafica di elevatissima qualità non di certo inferiore a quella del Rebirth, alcune importanti novità per quanto riguarda il fattore giocabilità. Viene introdotto infatti il Switch System, che permette in qualunque momento di passare da uno dei protagonisti all'altro in qualsiasi momento, funzione necessaria sulla quale sono impostati alcuni enigmi che contrariamente non potrebbero esser stati proposti. L'avventura di Resident Evil Zero viene quindi affrontata non da un personaggio singolo come era capitato fino a quel momento negli altri episodi, ma grazie alla collaborazione di due personaggi, ognuno dei quali con le proprie distinte caratteristiche. Rebecca Chambers è più rapida nei movimenti perchè più esile e leggera, ma la sua stamina non le permette di affrontare combattimenti impegnativi, dato che può riportare seri danni con pochi colpi ricevuti, contrariamente al muscoloso Billy Coen, che invece è dotato di una corporatura più solida e può quindi sostenere più danni. Procedendo nel gioco in coppia, i protagonisti possono interagire scambiandosi i ruoli di avanzamento e copertura e possono essere impartiti alcuni semplici comandi, come quello di stare pronto a combattere oppure fermarsi in un punto strategico. Novità anche per quanto riguarda il sistema di combinazione delle famose erbe (verdi, rosse e blu): soltanto Rebecca è in grado di mischiarle, in quanto ha in dotazione un apposita apparecchiatura che Billy non possiede. Rilevante novità sempre nell'ambito dei due personaggi è la possibilità di scambiarsi oggetti tra di loro, oggetti che per la prima volta possono essere lasciati a terra nei luoghi in esplorazione, mancando per la prima volta dal 1996 le magiche casse in cui riporli.

 
     
 

Shin Bilstein

 
 
Valutazione: legenda
 

 

Ai fini di una valutazione globale del gioco nella maniera più obiettiva possibile, sono stati presi in considerazione diversi parametri e sono stati messi in relazione con gli altri titoli all'interno della saga e con ciò che era disponibile nel mercato al momento della pubblicazione del titolo. Le valutazioni vanno da uno a cinque:

 

Appena sufficiente

Si poteva fare di più

Buono

Ottimo

Perfetto

 
 
     
 
Grafica
 
 

Grafica praticamente identica a quella del Rebirth, definizione alta e effetti di luce e ombre molto apprezzabili, oltre in gran parte risolto il problema delle braccia o delle armi che entravano nei muri, anche se i movimenti leggermente più costretti. Comunque una grafica che rasenta la realtà, anche se i movimenti, stavolta più che nel Rebirth, sono lenti e i caricamenti altrettanto lunghi, anche per supportare i movimenti e gli spostamenti causati dallo Zapping System. Tuttavia il risultato è più che soddisfacente e ha reso ogni ambiente degno di questo titolo.

 

     
 
Longevità
 

 

Il gioco è uno dei più lunghi della saga, quasi quanto il Code Veronica se non di più. I motivi sono molteplici: gli enigmi richiedono un via vai continuo nella stessa area, e in alcuni casi il trasporto di oggetti attraverso macchinari appositi richiede molto tempo tra un caricamento e l’altro, senza contare il trasporto di oggetti durante l’abbandono di vecchie aree. Il recupero e il trasporto insomma, specie alla prima partita dove non si conoscono luoghi sicuri e fissi se non le save room, richiede molto tempo, rallentando il gioco e spesso rendendolo un po’ noioso, tanto che la prima partita potrebbe durare sulle 15 ore (contando la risoluzione enigmi o eventuali errori che può commettere il giocatore). Finito il gioco sarà possibile sbloccare un mini gioco, la modalità Leech Hunter, in cui i due protagonisti devono cercare di recuperare ben 100 riproduzioni di sanguisughe. In base al numero di sanguisughe recuperate, sarà possibile ottenere un bonus nel gioco normale per la prossima partita (da proiettili infiniti per la pistola fino a nuove armi).

 
     
 
Giocabilità
 
 

I comandi sono molto semplici, tuttavia le scelte di azione molto limitate: ogni nemico ha la sua arma specifica che si rivela molto efficace contro di loro, insomma, ogni proiettili ha quasi sempre un unico uso, specie se le armi più potenti come fucile e lanciagranate vanno divise tra i due personaggi. Purtroppo tra i vari spostamenti e il manovrare i due personaggi divisi si perde molto tempo con lo zapping system (innovazione sicuramente apprezzata ma che tra i caricamenti rallenta molto il gioco) e i movimenti sempre un po’ costretti, tanto che forse questo è il capitolo più difficile in cui evitare i mostri (sia per gli spazi che non lo consentono, sia perché essendo in due è molto facile che uno sia afferrato, a meno che non si affronti la stessa area uno per volta, il che è anche un arma a doppio taglio: gli zombi non torneranno magicamente al loro posto dopo aver superato una stanza, ma resteranno nella stessa posizione dove li avete lasciati: indubbio dire che a volte è necessario liberarsi dei mostri in una stanza). Sicuramente semplice imparare i comandi, un po’ meno muoversi rapidamente nel gioco. Anche qui come nel Rebirth il personaggio femminile è meno resistente ma più pratica di sostanze chimiche e medicinali, mentre il maschio è più resistente ma come Chris ha in dotazione speciale solo un accendino, dandovi così ampia scelta di come affrontare alcune situazioni.

 

     
 
Story-line
 

 

La trama narra gli eventi precedenti al Rebirth, ed ha come protagonisti il team Bravo e un detenuto condannato a morte che è riuscito a fuggire durante il trasporto al luogo dell'esecuzione. Di per sé la trama non ha molti colpi di scena anche se per la prima e unica volta riusciamo a vedere Wesker e Birkin che collaborano e parlano dei loro progetti, oltre finalmente a sapere come sono morti alcuni dei membri del team, anche se oscuro resta il percorso di Enrico Marini e di come sia arrivato a conoscere la verità su quell’operazione. Rebecca e Billy Coen dovranno collaborare per sopravvivere esplorando il centro d’addestramento dell’Umbrella, i suoi laboratori e i suoi impianti di scarico, fino ad affrontare un boss davvero singolare. Ritroviamo tra i personaggi che ancora non erano stati presentati né fisicamente che psicologicamente il dottor James Marcus di cui si sapeva veramente poco, oltre che a ritrovare informazioni sulle origini del virus. Abbastanza incalzante la trama e anche l’esplorazione dei luoghi, che fornisce particolari e files interessanti per l'ossatura di base della saga.

 
     
 
Caratterizzazione dei personaggi
 
 

La caratterizzazione è stata ben evidenziata sia nei protagonisti che nei personaggi secondari. Rebecca è la più giovane componente del team Bravo e tratta tutti con profondo rispetto, e prima di sprofondare nell’incubo si dimostra autoritaria anche se è palese che non è forte di carattere seppur adorabile. Come anche nel Rebirth, mantiene il suo compito di eroina di supporto, anche se qui si ritrova a fronteggiare situazione ben più pericolose e a tirar fuori il coraggio dentro di sé. Anche la sua dolcezza e comprensione verso Billy, capro espiatorio di un incidente, dimostrano che sia tutt’altro che fredda ma come si affezioni presto a chiunque le dia sicurezza. Billy Coen invece si dimostra un uomo che dopo aver perso la libertà e aver vissuto esperienze terrificanti (prima ancora di quella nel gioco), non è disposto a rischiare la propria vita, fino a quando incontrando Rebecca diventano una perfetta squadra, aiutandosi l’uno con l’altro e salvandosi da pericolose situazioni. A paura e insicurezza si contrappongono la fiducia e l’altruismo di questi due personaggi complementari. Per quanto riguarda James Marcus, è un altro personaggio dominato dalla follia, al punto di considerare le sanguisughe come figlie e tenendo solo e unicamente a loro, legame che sembra ricambiato dalle strane creature.

 

     
 
Difficoltà
 

 

Anche qui vi sono vari livelli di difficoltà, anche se al livello massimo l’impresa si fa abbastanza ardua: le munizioni scarseggiano e sono sul filo del rasoio, visto che i nemici sono complessi da evitare e cambiate le stanze non torneranno al loro posto, quindi si fa spesso obbligata la scelta di far fuori degli avversari. I boss sono vari e non troppo complessi all’inizio, anche se richiedono molti proiettili e una buona mira, ma non compiono attacchi particolari e imprevedibili. La difficoltà più grande è sicuramente data dall’assenza del baule: gli oggetti potranno essere lasciati sul terreno ed essere recuperati dopo, cosa sicuramente molto realistica ma che crea non pochi problemi di spazio. Per fortuna, i programmatori hanno fatto in modo che la maggior parte dell’azione si svolgesse intorno a un'unica stanza di salvataggio e le aree da esplorare non si diramassero troppo. Gli enigmi sono abbastanza complessi (anche a causa della pessima traduzione in italiano di testi e dialoghi) anche se sistematici e intuibili con un po’ di ragionamento. La cosa che potrebbe essere più frustrante è arrivare alla fine del gioco dove è necessario un alto numero sia di medicinali che di munizioni senza esserne in possesso, costringendovi a ripetere la partita dall'inizio o da un punto di salvataggio in cui ci si trovava ben forniti di entrambi.

 
     
 
Sonoro
 
 

Anche qui particolari ambientazioni, quasi sempre in luoghi chiusi e poco illuminati. Gli ambienti familiari sono molto ridotti e la scena si svolge quasi sempre in luoghi chiusi, in strutture molto simili alla magione del Rebirth. Le musiche di sottofondo sono molto ben riuscite in alcune situazioni (specie quelle di pericolo o dove il tempo stringe) coinvolgendo il giocatore nell’azione quasi a dargli più determinazione. Ambienti spesso poco illuminati dove però la presenza del nemico (quando già presente) è facilmente prevedibile, ed è forse per questo che i mostri (soprattutto i leech zombie) appaiono all’improvviso solo cambiando inquadratura. Comunque ambienti spettrali non mancano, oltre a spazi all’aperto (seppur per brevi tratti) sempre oscuri dove creature paiono nascondersi, e gli immancabili sotterranei ormai caratteristica di tutti i RE in cui la trama si svolge in un grosso edificio. Il risultato complessivo è dunque soddisfacente e apprezzabile.

 
     
 
Valutazione Personale
 
 

La narrazione degli eventi precedenti a Resident Evil e le vicende di Rebecca Chambers, aiutante di Chris nel primo capitolo, hanno sicuramente incuriosito e affascinato i fan della serie. Le ambientazioni, i mostri e il modo di affrontare il gioco hanno sicuramente soddisfatto i giocatori più appassionati oltre a non smentire il titolo di Resident Evil come tra i migliori dei Survival Horror. Insomma, la trama di per sé fornisce un alto punteggio al gioco, se poi si aggiunge la spiegazione di alcuni punti oscuri degli altri capitoli e alla presenza di boss e mostri spesso interessanti (anche qui a una lenta ascesa verso la verità, stavolta sull’identità del nemico finale) il risultato non può che essere considerato ottimo, se non fosse per i caricamenti estremamente lenti e per il grande tempo di gioco che richiede, dovuto in gran parte ad alcune pecche dei movimenti. Un capitolo che sicuramente merita di essere giocato sia per le informazioni fornite che per le emozioni che suscita.

 
     
 

Auron Wolfsong

 
     

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