Soul Calibur ソウルキャリバ
 
   

Pubblicato prima in versione Arcade nell'estate del 1998 e circa un anno dopo in esclusiva sulla allora nuova console della Sega, Dreamcast, Soul Calibur è ancora oggi considerato uno dei migliori picchiaduro in circolazione e il sesto miglior gioco mai concepito di tutti i tempi, come riportato da GameRankings.com. Il porting effettuato da Namco per Dreamcast supera sotto ogni punto di vista la controparte Arcade e in breve tempo porta al successo la serie iniziata con Soul Blade di qualche anno prima. Parte di questo successo è dovuto anche all'introduzione della Eight-Way Run, ossia la possibilità di muoversi liberamente per tutto lo scenario in 3D semplicemente utilizzando la levetta direzionale, caratteristica che nessun picchiaduro in 3D aveva fino a quel momento proposto, limitandosi al massima a qualche movimento evasivo o al classico passo laterale. Altra caratteristica, la possibilità di compiere facilmente devastanti combinazioni di mosse da subito.

 

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In base alla timeline pubblicata dalla Namco nel Soul Archives, gli eventi raccontati in Soul Calibur hanno luogo attorno al 1587. Finita nelle mani di un pirata, la Soul Edge, sotto forma di una coppia di spade, si limita a consumare le anime degli incauti che sono alla sua ricerca, finchè una coppia di guerriere, Sophitia e Taki, riescono a fermare Cervantes e a distruggere una delle due spade. Un giovane cavaliere, Siegfried Schtauffen, entra in contatto con la spada rimasta e la sua mano viene afferrata dall'elsa dell'arma in una stretta da cui è impossibilitato a liberarsi. La Soul Edge ha trovato un nuovo padrone e utilizza il corpo di Siegfried per dare vita al cosiddetto Cavaliere Azzurro, Nightmare, allo scopo di consumare quante più anime di guerrieri e soldati possibili. Ma alcuni volti noti e new entry sono sulle sue tracce...

   
     
 
Intro di Soul Calibur
 
 

 

 
     
 
The legend will never die
 
 

Oltre alla grafica così bella da slogare la mascella (e che nessuno dei suoi due sequel è riuscito a eguagliare) e all'implementazione della giocabilità, Soul Calibur presenta un cast di personaggi praticamente raddoppiato, anche se molti di questi nuovi personaggi non sono altro che aggiornamenti a personaggi del capitolo precedente o basati principalmente sullo stile di combattimento di altri. Ritroviamo quindi Mitsurugi, Taki, la bella Sophitia e l'inquietante Voldo immediatamente disponibili, mentre le versioni a 128 bit di Cervantes (nella sua migliore incarnazione, a mio modesto parere), Hwang, Seung Mina, Rock e Siegfried sono da sbloccare. Le new entry sono rappresentate da: Astaroth, un golem armato di enorme ascia voluto dal dio della guerra Ares; Isabella Valentine detta Ivy, la figlia del pirata Cervantes; Kilik, un giovane orfano abile con la staffa; Maxi, l'alter ego di Li Long; Xianghua, compagna di avventura di Maxi e Kilik; ovviamente Nightmare, lka nemesi di Siegfried e Arthur, ma solo per la versione coreana del gioco, sostituto del samurai giapponese Mitsurugi. Altre new entry, ma da sbloccare, sono rappresentate da: Lizardman (aka Aeon Calcos), un guerriero spartano trasformato in uomo rettile dalla follia di Kunpaetku, il creatore materiale di Astaroth; Yoshimitsu, vecchia conoscenza di Tekken; Edge Master, un sapiente maestro in grado di utilizzare tutte le armi in maniera eccellente, e Inferno, la vera essenza di Soul Edge che va a sostituirlo e, a differenza del predecessore, è in grado di utilizzare qualsiasi tipo di arma nel suo ambiente ricreato dopo l'assunzione di moltissime anime: il caos..

 
 
 

La storia della saga si evolve con l'introduzione di un arma opposta alla Soul Edge, la Soul Calibur, appunto, una spada mistica la cui leggenda dice sia stata creata da un re dopo che la Soul Edge aveva consumato la vita del figlio con il suo "Seme della Follia", la capacità della Soul Edge di trasformare in mostri sanguinari coloro che entrano in contatto con l'arma maledetta (come era capitato a Cervantes). Per mantenere l'efficacia di quest'arma spirituale sono però necessari altri tre oggetti, in mano a differenti personaggi: il bastone di Kilik, Kali-Yuga, la spada ricevuta dalla madre di Xianghua, Krita-Yuga, e lo specchio mistico del tempio Ling-Sheng Su, Dvapara-Yuga. Conscio della pericolosità della spada, Inferno ha sigillato la vera essenza della Soul Calibur dentro il suo abisso, ma grazie agli oggetti sopra citati e al coraggio dei loro possessori è possibile liberare la spada spirituale dalla sua prigione. Cosa che avverrà solamente in Soul Calibur 2.

 
 

Accanto alle classiche modalità tipiche dei picchiaduro (Arcade - con tanto di finali alternativi, Time Attack, Survival), come accennato in precedenza, troviamo la modalità Mission, in cui personaggi devono raggiungere Inferno vagando per varie regioni del mondo e collezionando punti che servono a sbloccare artwork, costumi, personaggi. In questo sequel sono sparite le armi viste nel predecessore e successivamente negli altri capitoli, sostituite solamente da una versione leggermente diversa in possesso dell'Edge Master. Viene introdotta per la prima volta la possibilità di assistere alle esibizioni dei personaggi nei rispettivi scenari e quella di Maxi in particolare è curiosa perchè disponibile nella versione mono e doppio nunchaku, senza contare poi quella di Lizardman che tutto pare tranne che un'esibizione. I personaggi sono disponibili anche in modalità metallo liquido, per compensare la versione trasparente disponibile nella versione Arcade, tuttavia niente di così eclatante o particolarmente interessante da vedere. Un rammarico da segnalare invece è Inferno, sì giocabile ma non nelle vesti infuocate con cui lo si affronta nel gioco, bensì solo in versione metallizzata.

 
 
 

E' un rammarico per me non proporre nessun video originale di quello che, escluso Soul calibur 4 in uscita questa estate, resta ancora il miglior Soul Calibur di sempre, ma a quanto pare la Dreamcast si rifiuta di funzionare perfettamente sia con il DVD recorder che utilizzo abitualmente che con il videoregistratore. In entrambi i casi, sia con il cavo antenna che con il cavo scart originale, o si vede il video o si sente l'audio, impossibile ottenere entrambi contemporaneamente. Qualcosa sono riuscito a registrare tramite VHS ma il risultato è minato da onde anomale e fastidiose che rovinano il filmato, quindi per il momento preferisco non proporre nulla di ciò, in attesa di aver trovato una soluzione adeguata.

 
 

 

 
     
 

Shin Bilstein

 

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