Tomb Raider 5 Chronicles
 
   

Puntuale come un orologio, un nuovo Tomb Raider fa la sua uscita nei negozi a fine anno 2000, il Chronicles. Ambientato pochi giorni dopo la fine di The Last Revelation, il gioco vede gli amici intimi di Lara Croft riunirsi a casa sua per rimembrare le gesta dell'amica, presunta morta all'interno della tomba di Set, attorno a un caminetto crepitante, mentre fuori infuria una tempesta che spazza il parco e la statua eretta in ricordo della signorina Croft (che non si spiega, essendo appunto il gioco ambientato pochi giorni dopo la fine di Tomb Raider 4). Mentre questo accade, Von Croy si trova ancora in egitto. Liberato nel finale di The Last Revelation dallo spirito di Set, Von Croy sta cercando indizi sulla scomparsa di Lara, deciso ad aiutarla nel caso fosse ancora viva. Come il precedente titolo, anche il Chronicles è stato pubblicato per Playstation, PC e Sega Dreamcast, ma ormai il tempo ha segnato la serie in maniera indelebile.

   
     
 

 

   
     
 

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La mancanza di originalità è la peggiore pecca di questo chronicles: non esiste una storia di base, si tratta solamente di alcuni episodi della vita di Lara raccontati da parte dei suoi amici più intimi, il fido maggiordomo, e un prete (?) Le ambientazioni del Chronicles sono varie, si va dall'italia a una foresta irlandese, passando per un sottomarino (il livello a mio parere più riuscito) e terminando in un palazzo ultra moderno in cui Lara deve vedersela nientemeno che con... Von Croy. Tra i due colleghi c'è sempre stata rivalità sin dall'inizio (vedere introduzione di The Last Revelation), ma anche rispetto, sebbene nè l'una nè l'altro non si facciano scrupoli di mettersi i bastoni tra le ruote in ogni occasione. Il gioco, nella sua pur bellezza estetica, presenta anche alcuni noiosissimi bug che fanno sparire addirittura oggetti chiave.

   
     
 
Intro di Tomb Raider 5
 
 

 

 
     
 
Perchè?
 
 

Lara Croft nel Chronicles presenta più o meno le stesse abilità e armi viste nel The Last Revelation. Alcune delle nuove abilità, pur belle da vedere, appaiono comunque come fini a se stesse, come la capacità di camminare su funi distese o pali orizzontali. L'unico oggetto degno di menzione è il rampino, oggetto che sarebbe ricomparso più avanti nella serie (Legend e Anniversary) che permette a Lara di appendersi al soffitto e attraversare crepacci anche di grandi dimensioni dondolandosi e rilasciando l'aggancio a comando. Nei vari episodi narrati nel Chronicles troviamo dunque Lara impegnata a recuperare artefatti a volte anche strani (come la lancia utilizzata dal soldato romano per trafiggere il costato di Gesù Cristo), la vediamo affrontare alcuni visi già visti (Von Croy ma anche Pierre Dupont e un molto improbabile Larson, che in questo capitolo viene presentato come un ritardato mentale... chissà perchè)e la vediamo affiancata da uno dei personaggi più loquaci di ogni videogioco, Zip, un hacker che aiuta Lara dal punto di vista tecnologico e che non fa altro che blaterare ogni 5 secondi spezzando la già magra atmosfera dell'ultimo livello, quello più moderno.

 
 
 

Non c'è molto altro da aggiungere per commentare questo Chronicles, il peggiore dell'intera serie proprio per mancanza di senso, se escludiamo quello della Eidos di voler dare una rinfrescata totale alla serie nel successivo episodio, giustificando con questo la sparizione di Lara e preparando il mondo intero al suo ritorno sotto una luce diversa.

Una curiosità, infine: la musica che si sente in sottofondo nell'introduzione del gioco è la famosa Moonlight Sonata.

 
 

 

 
     
 

Shin Bilstein

 

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