Ci sono
voluti altri 3 anni di lavoro ma il ritorno di Lara Croft è
stato pianificato in grande stile. Disponibile per qualsiasi
piattaforma esistente, dai cellulari alle console portatili,
dal PC al Nintendo Wii, Tomb Raider Legend fa la sua
comparsa nella primavera del 2006 presentando una nuova
storia, un nuovo look ancora più realistico ma sempre
classico, un nuovo progetto. Abbandonate le idee della Core
Design per The Angel of Darkness, la Crystal Dynamics ha
deciso di farci conoscere il passato di Lara e sin dalle
prime immagini si capisce subito che ci sarà molto di cui
raccontare. Nuovi personaggi (tra cui la madre di Lara),
vecchi personaggi (presente anche l'odiato Zip, purtroppo
sigh), nuovo sistema di combattimento, nuovo arsenale e
nuovi oggetti, Tomb Raider Legend viene accolto da una
ovazione di gradimento e da un sospiro di sollievo, visti
gli ultimi due Tomb Raider che erano stati pubblicati. Anche
se...
Lara
Croft è alla ricerca della misteriosa e leggendaria spada di
Re Artù, Exalibur, la quale sembra essere in grado di
attivare determinati portali tramite cui accedere a un altro
mondo. Quando era bambina e l'aereo su cui viaggiavano lei e
la madre, Amelia, ebbe un guasto e precipitò, madre e figlia
trovarono un misterioso portale che la piccola Lara attivò
estraendo una spada, facendo scivolare via sua madre oltre
il portale. Determinata a ricomporre la spada, Lara deve
però vedersela con gli uomini di Rutland, un uomo senza
scrupoli deciso a trovare l'arma leggendaria, e uno spettro
del suo passato, Amanda Evert, un tempo sua amica e creduta
morta in seguito a un incidente provocato da una strana e
antica entità. Non sarà semplice riuscire ad ottenere la
spada e non sarà semplice neppure conoscere i dettagli della
verità che l'attende.
Il nuovo Tomb Raider
soddisfa ma non in pieno. Se da un lato ritroviamo
finalmente Lara in perfetta forma pronta ad esplorare nuove
locazioni moderne e non (Bolivia, Perù, Giappone, Ghana,
Kazakhstan, England e Nepal, oltre al gradito ritorno della
villa Croft in tutta la sua spettacolare bellezza) e
affrontare non solo nemici umani ma mostri decisamente di
fantasia come la misteriosa entità e una specie di serpente
marino (e con le dovute modernizzazioni del caso con QTE
alla Resident Evil 4 e God of War), dall'altra i livelli
appaiono fin troppo su binari non molto invisibili, dove le
azioni di Lara sono quasi automatiche, togliendo la
componente esplorativa che ha da sempre contraddistinto la
serie, troppo brevi e... e il gioco non ha un finale vero e
proprio, ma termina con un preludio a quello che
probabilmente verrà raccontato nel prossimo episodio,
Underworld. Lara può si disporre di un buon arsenale (può
tuttavia trasportare con se solo due armi diverse alla
volta), può sì utilizzare il rampino magnetico, un palmare e
un binocolo, può interagire con altri personaggi, ma tuttq
questa modernità, soprattutto il contatto via radio con quel
d*******e di Zip e Alister (come se uno non bastasse)
spezzano buona parte di un'atmosfera che poteva senz'altro
essere resa meglio. Tuttavia la diversità delle missioni e
più che apprezzabile, l'antagonista di Lara, Amanda, un bel
personaggio e il carattere della protagonista fa sì che
questo Legend sia finalmente etichettabile come un buon Tomb
raider.
Gli anni sono trascorsi e,
oltre al passare inesorabile del tempo, Tomb Raider ha
dovuto subire anche l'influenza delle pellicole
cinematografiche prodotte, con il risultato che alcune
caratterizzazioni hanno finito per spostarsi dalla
celluloide ai poligoni texturizzati e addirittura alcuni
scenari, come la villa di Lara, che nel Legend è
assolutamente identica alla controparte vista al cinema.
I bonus sbloccabili sono
parecchi, tra cui la modalità a tempo, una serie robusta di
costumi per Lara (32 in tutto, tra varianti, omaggi ai
passati capitoli, bikini e anche due versioni di Amanda
Evert) e una serie di "trucchi" attivabili con combinazioni
di tasti (tra i quali la possibilità di ottenere munizioni
infinite, usare sempre l'Excalibur e addirittura la Soul
Reaver di Raziel dell'omonima serie targata Crystal Dynamics).
Tutto molto bello, così come la possibilità di utilizzare le
armi con la telecamera alla resident Evil 4, ma secondo me,
pur nella sua oggettiva bellezza, Tomb raider è un'altra
cosa e il successivo Anniversary è andato a toccare proprio
le lacune di questo Legend, creando un remake talmente
perfetto (o quasi) da far sentire un po' di nostalgia per il
passato videoludico di Lara Croft.